La Lega presenta al Senato la mozione di sfiducia a Giuseppe Conte

di Enzo Boldi | 09/08/2019

Sfiducia Conte
  • Il Carroccio ha depositato la mozione di sfiducia a Giuseppe Conte

  • Nella nota diffusa dalla Lega si legge che il Paese deve andare avanti dopo i troppi no

  • Il presidente del Consiglio aveva "sfidato" Salvini a sfiduciarlo

Giuseppe Conte lo aveva ‘sfidato’ e Matteo Salvini risponde invitandolo alla singola tenzone per porre fine (definitivamente) all’esperienza del suo governo. La Lega ha, infatti, depositato a Palazzo Madama la mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio. Il ‘suggerimento’ lo aveva dato lo stesso numero uno di Palazzo Chigi nel corso della conferenza stampa di giovedì sera in cui aveva annunciato l’evidente crisi di governo. Palla presa al balzo ed ecco arrivare la sfiducia Conte.

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«Troppi no (da ultimo il clamoroso e incredibile no alla Tav) fanno male all’Italia che invece ha bisogno di tornare a crescere e quindi di andare a votare in fretta – si legge nel comunicato diffuso dal Carroccio in merito alla mozione di sfiducia Conte -. Chi perde tempo danneggia il Paese e pensa solo alla poltrona». Alla fine, dunque, La Lega ha scelto di rilanciare in Aula (adesso chiusa per ferie) la sua lotta per chiudere questa esperienza di governo durata poco più di un anno.

Sfiducia Conte, la Lega presenta la mozione al Senato

La mossa di Salvini e del suo partito era stata, di fatto, ‘chiesta’ dallo stesso Presidente del Consiglio che, durante la conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi nella serata di giovedì, aveva ribadito come non poteva essere il ministro dell’Interno a indicare tempistiche e date per lo scioglimento delle Camere. Con la mozione di sfiducia Conte presentata al Senato, la Lega punta a forzare la mano per dimezzare i tempi e andare a nuove elezioni.

È guerra aperta su tutti i fronti

Nella nota stampa diffusa dal Carroccio, appare evidente come le tensioni tenute sotto la cenere per diversi mesi, siano state letteralmente incendiate negli ultimi giorni. La deadline, infatti, era già stata definita nelle scorse settimane, quando è deflagrata anche la questione Tav con la spaccatura insanabile (una delle tante, con il Movimento 5 Stelle).

(foto di copertina: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)