Crisanti: «Mentre il Veneto si è fermato, la Lombardia pensava a far ripartire Milano» | VIDEO

di Enzo Boldi | 22/06/2020

Crisanti
  • L'accusa del professore di microbiologia dell'Università di Padova

  • Crisanti spiega le differenze tra Lombardia e Veneto

  • E i ritardi per pensare a far "ripartire Milano"

Le differenze sono evidenti e sono confermate dai numeri. In Veneto e Lombardia il Coronavirus ha avuto effetti diversi, nonostante a inizio emergenza i dati epidemiologici fossero molto simili. Secondo Andrea Crisanti la risposta a questa differenza ha un rapporto di causa-effetto ben visibile che risponde alle decisioni differenti prese nel corso di quella fase di intensa emergenza. Il professore di microbiologia e infettivologia dell’Università di Padova sostiene che il tutto sia stato provocato da atteggiamenti diversi tra le due Regioni.

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«Veneto e Lombardia sono partiti con lo stesso numero di casi, ma mentre noi in Veneto isolavamo, in Lombardia pensavano a far ripartire Milano». Insomma, Andrea Crisanti non ci va leggero con la Lombardia, accusata di aver pensato prima agli aspetti economici e solo dopo a quelli sulla Salute dei cittadini. Il modello Vo’ Euganeo, che lui stesso ha rivendicato più volte – aprendo anche un dibattito-scontro con il governatore del Veneto Luca Zaia – doveva e poteva essere applicato anche ai ‘vicini’ che, invece, hanno temporeggiato consentendo al Coronavirus di proliferare e trovare deboli argini. Espandendosi a macchia d’olio.

Crisanti e le decisioni sbagliate della Lombardia

Una settimana decisiva, dunque. Questo il lasso di tempo che, secondo Andrea Crisanti, ha segnato le nette differenze sui dati del Coronavirus all’inizio dell’emergenza. Il Veneto, infatti, ha immediatamente iniziato a cercare i contagiati e procedere con il loro isolamento. Mentre la Lombardia – nella sua dura accusa – ha pensato più agli effetti delle chiusure che alla salute dei cittadini. Lo stessi Crisanti ha detto che, adesso, la carica virale diminuita è frutto del distanziamento sociale e delle mascherine utilizzate.

Sull’Oms

Infine, i professore dell’Università di Padova non ha lesinato ulteriori critiche all’Oms dopo le ultime linee guida pubblicate: «Non so su quali basi abbiano fatto queste dichiarazioni. La scienza è misura, mi chiedo quali siano i dati su cui abbiano deciso».

(foto di copertina: da Agorà, Rai 3)