Travaglio dopo la condanna al risarcimento per il papà di Renzi: «Il Fatto Quotidiano potrebbe chiudere»

di Gianmichele Laino | 23/10/2018

Travaglio

Chiede aiuto ai lettori, Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano. Chiede il loro aiuto perché la testata, se dovesse andare avanti così, rischia la chiusura. Non per i dati del fatturato che, anzi, sono in controtendenza rispetto alla crisi generalizzata del mondo dell’editoria, ma per i risarcimenti che la testata è costretta a pagare per le notizie pubblicate. Ultimo caso, in ordine di tempo, quello dovuto a Tiziano Renzi: 95mila euro di danni nei confronti del papà dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, a causa di due articoli che cercavano di ripercorrere la sua vicenda personale.

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Marco Travaglio ha paura di una possibile chiusura del Fatto Quotidiano

«Il tribunale di Firenze che dà torto al Fatto – dice Travaglio – crea un precedente che mette a rischio la sopravvivenza del nostro giornale. Ci costringe a rivolgerci subito a voi lettori. Perché abbiamo bisogno di voi».

Marco Travaglio spiega nel dettaglio i problemi che sono stati contestati dal tribunale: la condanna arriva in seguito alle contestazioni su due articoli. Un titolo e due parole utilizzate dallo stesso Travaglio in un suo editoriale. Ognuna di queste contestazioni è costata 30mila euro, più 5mila euro di riparazione pecuniaria. Travaglio, del resto, difende le proprie scelte, sottolineando come, dietro a queste espressioni, si sia nascosto un fatto sostanzialmente vero e che il Fatto non abbia commesso alcuna impudenza nel dare per scontato fatti che dovevano ancora essere accertati dall’autorità giudiziaria.

Chiusura Fatto Quotidiano: «Un paio di mazzate come questa e non ce la faremo più»

Inoltre, il direttore del Fatto sottolinea che quel tipo di cifra – secondo la motivazione del tribunale – deve essere corrisposta «per la posizione sociale del soggetto diffamato (padre del presidente del Consiglio, politico e imprenditore)». Insomma, spiega Travaglio: «La regola aurea che vuole i più potenti esposti alle critiche viene ribaltata: più conti e meno puoi essere criticato».

La sentenza di risarcimento nei confronti di Tiziano Renzi arriva poco dopo quella emessa dal tribunale di Roma che ha condannato sempre il Fatto Quotidiano a pagare la cifra di 150mila euro ai giudici di Palermo che avevano assolto il generale Mario Mori per la mancata cattura di Bernardo Provenzano.

«Ora, a botte di sentenze come queste – spiega Travaglio – un piccolo giornale libero come Il Fatto Quotidiano non può reggere: ancora un paio di mazzate come queste e si chiude. Non c’è alcuna arma di difesa». Il direttore invoca una riforma della diffamazione a mezzo stampa e dice che, chi vuole fare libero giornalismo, non può lavorare quotidianamente con una spada di Damocle del genere: «A questo punto – chiude – per noi sarebbe meglio cambiare mestiere».

(Credit Image: © Daniela Parra Saiani/Pacific Press via ZUMA Wire)