Caso Gregoretti, Salvini: «Si vergognano di dire se sono un criminale o no»

di Redazione | 14/01/2020

caso Gregoretti

Tiene banco la questione del possibile rinvio sul voto dell’autorizzazione a procedere per Matteo Salvini, il leader della Lega per il quale il tribunale dei ministri ha chiesto l’ok del Senato per avviare il processo sul caso Gregoretti, quello della nave su cui sono stati bloccati al largo per diversi giorni 131 migranti. L’ex ministro dell’Interno ha stigmatizzato l’intenzione della giunta per le immunità di chiedere un rinvio del voto, a una data successiva a quella delle elezioni in Calabria e in Emilia-Romagna.

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Caso Gregoretti, la dichiarazione di Salvini

Secondo Matteo Salvini questo rinvio sarebbe strumentale e punterebbe ad agevolare le varie forze politiche in opposizione al centrodestra nelle prossime elezioni amministrative regionali. «Voti domani e dica se Salvini è un criminale o no – ha detto il leader della Lega nel corso di un intervento a Rtl 102.5 -. Forse si vergognano della scelta: lascio giudicare agli elettori se il rinvio del voto per non perdere voti in Emilia-Romagna e Calabria sia una roba dignitosa o meno».

Nella giornata di ieri, la giunta per le immunità aveva cercato di chiedere sia l’esame di documenti importanti sul caso della Gregoretti (l’analisi sanitaria dei migranti a bordo), sia di chiedere il rinvio della votazione sull’autorizzazione a procedere. Tuttavia, la minoranza – che con Maurizio Gasparri detiene la presidenza della giunta in Senato – ha approfittato dell’assenza di due senatori di maggioranza, in missione istituzionale per la commissione antimafia, per imporre la propria linea.

Il caos della giunta in Senato sul caso Gregoretti

Adesso bisognerà capire come si intenderà procedere: la richiesta di rinvio della votazione mira proprio a non condizionare l’elettorato in vista delle regionali in Emilia-Romagna e Calabria. Sia la decisione di mandare a processo Salvini, sia il suo esatto contrario, infatti, potrebbero avere degli effetti di opinione sul voto nelle due regioni. E potrebbe avvantaggiare in maniera spropositata la corsa del centrodestra a trazione Lega.