Paragone licenzia Di Maio: «Ha scritto ‘capo politico’ solo sul bigliettino da visita» | VIDEO

di Enzo Boldi | 17/12/2019

Capo politico M5S

Dante Alighieri scriveva nella sua Divina Commedia: «Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta» (dal VI canto del Purgatorio). Parafrasando questi suoi versi, e ci perdonerà il Sommo Poeta, si può riassumere il concetto espresso dal senatore pentastellato Gianluigi Paragone ad Agorà, il programma di approfondimento politico e di attualità di RaiTre. Non si parla nella nazione Italia, ovviamente, ma dell’inconsistenza della figura (sempre più evanescente) del capo politico M5S.

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«Perché dovete parlare di Di Maio come se fosse il capo politico M5S? Ce l’ha scritto solo sul biglietto da visita. Non ha più il potete del capo politico». Una sorta di confessione, che contiene una verita implicita da diverse settimane, che vede il ministro degli Esteri quasi subordinato a quei famosi Team del Futuro e ai facilitatori votati dalla piattaforma Rousseau.

Paragone e il capo politico M5S solo sul bigliettino da visita

Le controversie tra Gianluigi Paragone e Luigi Di Maio vanno avanti, ormai, da tempo. Inizialmente era stato proprio il senatore pentastellato (che ha anche espresso voto contrario alla questione di fiducia posta a Palazzo Madama dal governo sulla Manovra 2020) a contestare il triplice ruolo di vicepremier, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico e Capo politico M5S tenuti nelle mani (poco salde) dello stesso Di Maio.

Il commissariamento

I contrasti, col passare del tempo, sono proseguiti dopo l’accordo con il Partito Democratico, segnando una frattura insanabile tra i due. Ora questo attacco, parlando espressamente di capo politico solo sulla carta, anzi sul bigliettino da visita, e non fattivamente perché quasi commissariato.

(foto di copertina: frame video Agorà Rai)