Gruber a Bonafede: «Le dimissioni di Di Maio alla vigilia di una sconfitta». E lui: «Questo lo dice lei»

di Enzo Boldi | 23/01/2020

Bonafede
  • Torna il grande tormentone lanciato lo scorso anno da Laura Castelli

  • Alla domanda di Lilli Gruber, il ministro Bonafede replica "questo lo dice lei"

  • Si parla delle dimissioni di Luigi Di Maio

Deve esserci un copione scritto tra i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. A quasi un anno di distanza da quella famosa risposta «questo lo dice lei» data da Laura Castelli, ecco che il canovaccio si ripropone con Alfonso Bonafede. Il ministro della Giustizia ha replicato così alla domanda di Lilli Gruber (conduttrice di Otto e Mezzo, su La7) che sottolineava come le dimissioni di Luigi Di Maio fossero arrivate alla vigilia di quella che, con altissima probabilità, sarà l’ennesima sconfitta (doppia, in Calabria ed Emilia-Romagna) per i pentastellati. E, comunque, il successore dell’ex capo politico non sarà lui.

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Insomma, Alfonso Bonafede sostiene che sottolineare come il passo indietro del Capo politico del Movimento 5 Stelle sia arrivato a pochi giorni da quella che – secondo i sondaggi – si presume essere una debacle per i pentastellati è solo un’illazione allusiva. E per negare questa ipotesi, ha ritirato fuori quel vecchio tormentone del «questo lo dice lei». Sta di fatto che le dimissioni sono arrivate e ora il M5S naviga a vista.

Bonafede e il «Questo lo dice lei»

Lo stesso ministro delle Giustizia sottolinea che sicuramente – ma questo lo dice lui – nel suo discorso sui ‘pugnalatori alle spalle’, ‘traditori’ e ‘fuoco amico’, Luigi Di Maio non facesse alcun riferimento ad Alessandro Di Battista che «resta una presenza molto importante all’interno del Movimento 5 Stelle». Insomma, non era il Dibba nel mirino dell’ex capo politico pentastellato.

Gli Stati Generali di metà marzo

Bonafede ha poi apprezzato il gesto di responsabilità di Luigi Di Maio per il suo passo indietro, segno di grande amore nei confronti del Movimento 5 Stelle. Un atto di fede per far ripartire i pentastellati in un momento in cui le discussioni interne mettono a rischio la percezione esterna che si ha dello stato reale della cose. L’appuntamento per il riordino, dunque, è per metà marzo quando ci saranno gli Stati Generali.

(foto di copertina: da diretta video Otto e Mezzo, La7)