Quando l’Inps di Pasquale Tridico scriveva note ufficiali per smentire l’aumento del suo stipendio

Ora, un decreto interministeriale mette nero su bianco un aumento addirittura retroattivo

di Gianmichele Laino | 26/09/2020

aumento stipendio Tridico

La bolla è esplosa quando il quotidiano La Repubblica ha riferito dell’aumento stipendio Tridico, il presidente dell’Inps, esecutore materiale dell’erogazione di misure come il reddito di cittadinanza e quota 100, per non parlare del grande lavoro con i bonus dispensati in periodo di coronavirus. Le critiche arrivano da destra e da sinistra, mentre il M5S – che ha sempre spinto per il posto di Pasquale Tridico ai vertici dell’Inps – per il momento accetta in silenzio.

LEGGI ANCHE > L’Inps smentisce La Verità e Salvini: «Aumentato lo stipendio di Tridico? Ma se prende meno del suo predecessore»

Aumento stipendio Tridico, le risorse del decreto interministeriale

Anzi, proprio in silenzio no, dal momento che il ministero di una sua esponente – Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro – ha avallato l’aumento degli emolumenti per i vertici di Inps con un decreto interministeriale che risale al mese di agosto. Dai 62mila euro all’anno percepiti a inizio mandato, il presidente dell’Inps sarebbe passato a 150mila euro, senza contare l’effetto retroattivo del pagamento degli stipendi. Un elemento, questo, su cui il collegio dei sindaci dell’istituto previdenziale ha deciso di vederci chiaro, chiedendo un chiarimento negli ultimi dieci giorni di settembre, con una richiesta formale.

Non è la prima volta che si parla dello stipendio del presidente dell’Inps Pasquale Tridico: l’ultima volta era stata nel dicembre del 2019, quando il quotidiano La Verità parlò di un possibile aumento degli emolumenti ottenuto dal numero uno dell’istituto di previdenza. Tuttavia, in quella circostanza non mancarono le smentite ufficiali da parte proprio dell’Inps e dello stesso Tridico.

Aumento stipendio Tridico, quando nel 2019 diceva di prendere meno di Tito Boeri

Quest’ultimo non mancava di sottolineare, con una nota divulgata a mezzo stampa, che il suo stipendio fosse addirittura inferiore del 40% rispetto a quello del suo predecessore, ovvero Tito Boeri. Quest’ultima circostanza, tuttavia, era dovuta al fatto che nel 2019 la carica di presidente Inps era affiancata da quella di vicepresidente, nella fattispecie Adriano Morrone in quota Lega: i due si dividevano pressoché equamente la quota di stipendio prevista per la massima carica dirigenziale che era di circa 103mila euro l’anno lordi.

Tuttavia, se le cifre riportate da Repubblica – che cita come fonte il decreto interministeriale – dovessero essere corrette, ci troveremmo di fronte a un aumento di circa il 50% rispetto allo stipendio del predecessore di Pasquale Tridico. Come la mettiamo con la nota diffusa alla fine del 2019?