In Basilicata potrebbe vincere la destra: lo hanno previsto le primarie del Pd

di Gianmichele Laino | 06/03/2019

  • Il 24 marzo, in Basilicata, si vota per le elezioni regionali

  • Dopo anni di governo del centrosinistra, la coalizione di centrodestra trainata dalla Lega potrebbe trovare l'exploit

  • Il segnale forte arrivato dalle primarie del Pd

Mentre negli spazi per le affissioni si alternano i santini dei politici locali e i manifesti che sponsorizzano i tanti eventi del Carnevale appena trascorso, il senatore lucano eletto con la Lega, Pasquale Pepe, si muove frenetico tra le varie inaugurazioni dei comitati elettorali dei candidati del Carroccio. Alle ultime regionali in Basilicata, il simbolo di Alberto da Giussano non compariva nemmeno negli elenchi delle convocazioni dei comizi.

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Lo cercano, lo elogiano sui social network. Pasquale Pepe è l’avatar di Matteo Salvini da queste parti. Ha lo stesso piglio, cerca di replicarne la strategia social, gli somiglia persino, con quella barba «da uomo forte» disegnata, le camicie bianche e la voce decisa, perennemente incazzata. Senatore e sindaco di Tolve. Lo può fare perché è un comune da (molto) meno di 20mila abitanti, come quasi tutti gli altri da queste parti.

elezioni Basilicata
Lega: il senatore eletto in Basilicata, Pasquale Pepe

Elezioni Basilicata, la coalizione di centrodestra

La Lega è il perno della coalizione di centro-destra guidata dal generale Vito Bardi e appoggiata, oltre a quella del Carroccio, dalle liste di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Basilicata Positiva e IDEA. Se guardi negli occhi i lucani loro lo sanno già. È questo il carro del vincitore. Lo dice la storia di una regione che, sin dai tempi della Democrazia Cristiana, è sempre stata di centro-sinistra. Dal 1995 in poi ha visto l’alternanza di presidenti dell’Ulivo prima, dell’Unione poi, delle alleanze con in testa il Partito Democratico.

Elezioni Basilicata, il centrosinistra e l’incognita M5S

Il 6 luglio scorso c’è stato, però, l’annozero dei dem. L’arresto del governatore Marcello Pittella nell’ambito di un’inchiesta sulla sanità lucana ha dato il colpo definitivo a un elettorato che già ribolliva, investito dall’ondata populista che aveva già ricoperto il resto d’Italia. Marcello Pittella è tra i candidati di Avanti Basilicata, una delle liste in appoggio a Carlo Trerotola, il nome unitario che il centrosinistra ha speso per trovare una quadra. Comunità democratiche (con il simbolo del Pd in piccolo, in basso), Progressisti per la Basilicata, Basilicataprima, Partito Socialista e Verdi hanno deciso di presentarsi insieme per provare ad arginare la crescita delle destre.

In più, si propone la solita incognita M5S, guidato da Antonio Mattia. I pentastellati, cinque anni fa, arrivarono al 13%. Quest’anno, come da tradizione, hanno dimostrato limiti molto forti nelle elezioni amministrative: si vedano i casi di Abruzzo e Sardegna. Probabile che questo effetto si replichi anche in Basilicata.

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Un momento della cerimonia inaugurale di Matera Capitale europea della Cultura per il 2019. Matera, 19 gennaio 2019. ANSA/TONY VECE.

A meno di venti giorni dal voto, che si celebrerà il prossimo 24 marzo, sembrano comunque le due coalizioni – quelle di centrodestra e quelle di centrosinistra – a contendersi il governo della regione. Nel territorio perennemente diviso tra la politica industriale (tra estrazioni petrolifere di Eni e Total e stabilimenti della Fiat a Melfi) e la tutela dell’ambiente e del turismo (con Matera capitale europea della Cultura 2019) la campagna elettorale si annuncia impegnativa e, per questo motivo, si cercano indicatori che possano in qualche modo anticiparne il risultato.

La disaffezione al Pd nella scarsa affluenza alle primarie del 3 marzo

L’ultimo – significativo – è quello che è stato dato dalle primarie del Partito Democratico. Il risultato a livello nazionale è stato discreto, anche oltre le aspettative di un partito che, dopo le politiche del 4 marzo 2018, davano tutti per spacciato. In Basilicata, invece, si è registrato un dato in controtendenza, con il relativo crollo verticale. Soltanto 16mila persone si sono recate ai gazebo nel 2019. Due anni prima, nel 2017, erano quasi il triplo: 42mila. Una flessione significativa, se si considera che il solo Partito Democratico – alle elezioni del 2013 – raggiunse i 58mila voti ai quali andavano aggiunti i 38mila della lista Pittella presidente. Complessivamente, il 40% dell’elettorato.

Primarie Pd in Basilicata
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Speranza: «Sfida impegnativa, ma da qui il centrosinistra riparte»

Il segnale inviato dalle primarie (con Zingaretti, tra l’altro, vincitore di un soffio rispetto a Maurizio Martina, candidato di bandiera del clan Pittella) è inequivocabile. L’elettore lucano ha manifestato disaffezione nei confronti del Pd. «Questo aspetto deve essere analizzato dai vertici del Partito Democratico. Noi ci stiamo concentrando sulla campagna elettorale». Sono parole di Roberto Speranza, deputato eletto nelle liste di Liberi e Uguali, punto di riferimento del centrosinistra lucano a livello nazionale. Speranza trova un attimo di tempo per risponderci, diviso tra il lavoro d’Aula a Roma e gli appuntamenti elettorali in regione. I suoi Progressisti per la Basilicata cercano di proporsi, in seno alla coalizione, come un punto di ri-partenza per il centosinistra lucano: «Siamo consapevoli che sarà una battaglia molto dura – ci dice Speranza -, ma penso che dalla Basilicata possa arrivare un messaggio di ricostruzione e di cambiamento per tutto il centrosinistra a livello nazionale».

L’obiettivo è quello di riconquistare la fiducia dell’elettorato che, ultimamente, si sta facendo tentare dall’alternativa del centrodestra. «Ora, con questo governo stiamo meglio – si sente nelle discussioni da bar, o in coda a un panificio in attesa della pizza calda -: ci danno il reddito di cittadinanza e ci mandano in pensione. Non fanno come quelli che c’erano prima».

Sentire questi discorsi non può non far provare amarezza a chi, per questo territorio, si è battuto per anni, provando a risollevarlo con idee innovative. Rocco Perrone, medico di Sasso di Castalda ed ex primo cittadino del Paese, si è inventato il ponte tibetano più famoso d’Italia. Un appuntamento imperdibile per gli amanti di attrazioni di questo tipo. L’incrocio tra storia e avventura, per valorizzare uno dei centri più caratteristici della regione.

elezioni Basilicata
La notte di San Lorenzo sul Ponte alla Luna di Sasso di Castalda (Potenza)

Anche lui si è impegnato in questa campagna elettorale, nelle liste di centrosinistra: «Vedo le persone rincorrere la Lega Nord. Perché per me il Nord è andato via dal simbolo, ma è rimasto nel concetto. Capisco la delusione, ma c’è bisogno di affidarsi a progetti credibili dai quali ripartire». Più concretezza e meno propaganda. «Quando parlo di Basilicata io immagino sviluppo industriale, green-economy, rilancio del comparto agroalimentare, start-up con vista sull’Europa, facendoci ispirare da Matera 2019. Eppure, quando espongo queste mie idee, che mi sembrano così facilmente realizzabili, vedo soltanto volti scettici. A volte, mi fanno credere di essere un visionario. Possibile che solo io la pensi in questo modo?».

Sta per sorgere un nuovo giorno sulla Basilicata. Il Ponte alla Luna oscilla leggermente, accarezzato dal vento. L’incertezza sul futuro politico della regione è profonda come i 120 metri che separano i due speroni di roccia ai quali si aggrappa.

[FOTO da Archivio/Ansa: 1. il senatore lucano Pasquale Pepe; 2. un momento della cerimonia di apertura di Matera 2019; 3. un evento presso il Ponte alla Luna di Sasso di Castalda. In copertina, Lucanum: il primo gioco da tavolo made in Basilicata]

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