Elio Germano: «Viva i No Tav, qui si vede la vera democrazia»

di Enzo Boldi | 07/12/2018

Elio Germano
  • Elio Germano vede nelle popolazioni della Val di Susa il vero esempio di democrazia

  • «Il confronto, gli incontri e il rivolgersi al parere degli esperti è meraviglioso»

  • Domani la manifestazione No Tav a Torino, ma l'attore non ci sarà

Ha dato voce ai cittadini della Val di Susa contrari alla costruzione del Tav e ora ha deciso di scendere in campo dichiarando la propria avversione al progetto dell’alta velocità tra Torino e Lione. Elio Germano, famoso attore romano – vincitore del premio come miglior protagonista al Festival di Cannes nel 2010 con il film «La nostra vita» – ha spiegato a Il Fatto Quotidiano di aver scelto di seguire e condividere le proteste dei No Tav – che domani scenderanno in piazza sotto la Mole – perché ciò che è avvenuto in quella Valle è il vero esempio di come dovrebbe funzionare una democrazia.

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«In Val di Susa c’è stata la vera democrazia – ha spiegato Elio Germano al Fatto Quotidiano -. La gente si incontra, si vede, si parla e si confronta. Uno Stato dovrebbe sostenere questo tipo di relazioni che rappresentano il vero senso della democrazia». Domani a Torino i No Tav scenderanno in piazza (nuovamente) contro la costruzione del tunnel che dovrebbe collegare il capoluogo piemontese a Lione, ma il 38enne attore romano non ci sarà perché impegnato nelle riprese del suo nuovo film su Antonio Ligabue.

Elio Germano vede nella Val di Susa la vera democrazia

«Da esterno vedo che poi la vertenza in sé diventa meno importante – prosegue Elio Germano -. Le persone scoprono un nuovo modo di vivere e abitare il territorio. Quando nel 2011 un barbiere fu arrestato per le manifestazioni, il suo concorrente non ha esitato a chiudere, di tanto in tanto, il proprio negozio per andare a tenere aperta l’attività dell’altro e per non fargli perdere il cliente».

«I No Tav si affidano al parere di esperti»

Due anni fa Elio Germano ha prestato la sua voce per il documentario «Archiviato, l’obbligatorietà dell’azione penale», che racconta le battaglie dei No Tav in Val di Susa. Una questione che, da quel giorno (ma anche prima) gli è sempre stata a cuore perché, come spiega al Fatto Quotidiano, «non è un gruppo di sprovveduti, ma si sono affidati a pareri di esperti che hanno valutato la situazione e hanno confermato la scarsa utilità di quell’opera».

(foto di copertina: ANSA / ETTORE FERRARI)