Il canile lager a Ferentino (Frosinone) con 35 esemplari di razza pregiata: 4 denunce

di Redazione | 02/11/2018

canile
  • In provincia di Frosinone, a Ferentino, carabinieri e Nogez hanno scoperto un canile lager

  • Sono stati sequestrati 35 cani di razza pregiata e un centinaio di uccelli selvatici

  • Denunciate 4 persone

Un vero e proprio canile lager. Lo hanno scoperto carabinieri e Nucleo Operativo Guardie Ecozoofile in provincia di Frosinone. I militari dell’Arma di Ferentino e l’ispettore del Nogez Antonio Colonna hanno sequestrato 35 cani di razza pregiata e un centinaio di esemplari di uccelli selvatici presso l’abitazione di una donna che è stata denunciata per il reato di maltrattamento di animali, uccisione di animali e per detenzione illegale di fauna selvatica. Con la donna sono state denunciate anche altre tre persone che vivono con lei.

Ferentino (Frosinone), scoperto un canile lager: 4 persone denunciate

L’ispettore Colonna ha spiegato: «La donna allevava i cani di razza allo scopo di farli riprodurre e venderli utilizzando i social, tutto in violazione della normativa vigente in materia violando i prescritti requisiti edilizi, sanitari, ambientali e fiscali. Aveva infatti allestito varie sale per usi diversi (emulando effettivamente le strutture previste dalle normative in tema di allevamenti professionali e dunque autorizzati, quali sala parto, sala riproduzione, utilizzando però garage, lavanderia e altri locali ad uso civile). In uno dei locali venivano rinvenuti esemplari di uccelli selvatici di sospetta provenienza, detenuti in gabbie sporche e fatiscenti, sopra i propri escrementi e senza acqua e cibo».

E ancora: «Anche questo intervento operato sull’ennesimo allevamento clandestino è il frutto del lavoro che andava avanti da tempo, da anni sono impegnato al contrasto delle zoo mafie con modi diretti e operativi. Da anni sono impegnato a portare alla luce i migliaia di allevamenti di cani di razza, allevamenti clandestini poiché allestiti presso abitazioni private allo scopo di eludere i controlli. Infatti, migliaia se non milioni di animali vengono fatti riprodurre in locali non idonei, spesso fatiscenti e igienicamente pessimi, operando sugli stessi improvvisate pratiche veterinarie e intestando i cani a più persone».

L’ispettore del Nogez ha spiegato inoltre che il meccanismo, «ben collaudato», «elude facilmente le poche e deboli disposizioni normative previste». L’unica norma nazionale – ha detto Colonna – «è un decreto ministeriale del 1994 che fa una differenza tra gli allevamenti amatoriali e quelli professionali, ponendo quale confine requisiti banalmente raggirabili, ovvero: se le fattrici sono meno di 5, i cuccioli ‘prodotti’ meno di trenta l’anno e se il guadagno derivante dalla vendita non rappresenta la principale fonte di reddito, allora non bisogna rispettare nessun obbligo poiché si tratterebbe di un’attività appunto amatoriale».

(Foto di copertina Zumapress da archivio Ansa. Si tratta dell’immagine di un canile ad Allentown, Pennsylvania, Stati Uniti. Credit: Rick Kintzel / Allentown Morning Call / TNS via ZUMA Wire)

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