«Ci hanno atteso con mazze e catene», l’attivista Claudio Riccio racconta l’aggressione fascista di Bari

di Matteo Garavoglia | 22/09/2018

aggressione fascista bari

Venerdì 21 settembre migliaia di persone hanno aderito alla manifestazione Bari non si Lega per protestare contro le politiche del ministro degli Interni Matteo Salvini e del suo governo giallo-verde. A margine del corteo, tuttavia, alcuni militanti di estrema destra hanno atteso con mazze e catene i manifestanti del capoluogo pugliese, compiendo una vera e propria aggressione fascista.

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Aggressione fascista Bari, il racconto dell’attivista Claudio Riccio

L’attivista Claudio Riccio ha raccontato quello che è successo nel quartiere Libertà:

Finito il corteo stavamo tornando a casa per le strade del libertà. Strade in cui la scorsa settimana Salvini e i suoi amici neofascisti e ex missini hanno denunciato un problema di sicurezza: dicono sia pericoloso camminare per strada di sera per colpa degli immigrati. In tanti anni in quelle strade non ho mai avuto problemi se non a causa di italianissimi concittadini, criminali e fascisti. In questo caso stavo tornando a prendere la mia bici contento della riuscita del corteo quando insieme a Eleonora Forenza e Antonio Perillo abbiamo incontrato una ragazza con il suo bambino nel passeggino di ritorno dalla manifestazione. Nella strada di casa sua c’è la sede di Casa Pound e un gruppo di trenta fascisti era schierato con mazze e catene davanti alla sede. Non c’era traccia di alcun poliziotto. Eppure nel pacifico corteo antirazzista i poliziotti erano tantissimi e ben attrezzati. Possibile che si lascino così indisturbati i fascisti armati e violenti? Abbiamo atteso con lei che scendessero di casa le sue amiche, anche loro con figli nel passeggino per evitare di lasciarle da sole in quel contesto  vergognosamente lasciato scoperto dalla polizia. a quel punto un gruppo di neofascisti è arrivato su di noi con mazze, cinghie e catene.
Io sono stato colpito da una cinghiata ma sono riuscito a parare il colpo agli altri non è andata così bene e le condizioni di Giacomo e Antonio sono peggiori delle mie con punti in testa e diverse ferite. Sono lucidi e stanno bene. La polizia è arrivata solo tempo dopo quando le aggressioni si erano moltiplicate e i passanti scappavano terrorizzati. All’arrivo della Polizia però il cordone e le cariche sono state riservate ai manifestanti antifascisti e non agli aggressori. Una vergogna indicibile in un paese in cui l’emergenza fascismo è sempre più preoccupante e impone a tutti noi l’esigenza di organizzarci, non arretrare, continuare a mobilitarci in migliaia in tutt’Italia contro l’odio è la violenza di queste carogne.

 

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Le strade di Bari sono state invase da una manifestazione antifascista e antirazzista. Una marea di persone ha detto che Bari non accetta l’intolleranza e l’odio. Una marea festosa. Finito il corteo stavamo tornando a casa per le strade del libertà. Strade in cui la scorsa settimana Salvini e i suoi amici neofascisti e ex missini hanno denunciato un problema di sicurezza: dicono sia pericoloso camminare per strada di sera per colpa degli immigrati. In tanti anni in quelle strade non ho mai avuto problemi se non a causa di italianissimi concittadini, criminali e fascisti. In questo caso stavo tornando a prendere la mia bici contento della riuscita del corteo quando insieme a Eleonora Forenza e Antonio Perillo abbiamo incontrato una ragazza con il suo bambino nel passeggino di ritorno dalla manifestazione. Nella strada di casa sua c’è la sede di Casa Pound e un gruppo di trenta fascisti era schierato con mazze e catene davanti alla sede. Non c’era traccia di alcun poliziotto. Eppure nel pacifico corteo antirazzista i poliziotti erano tantissimi e ben attrezzati. Possibile che si lascino così indisturbati i fascisti armati e violenti? Abbiamo atteso con lei che scendessero di casa le sue amiche, anche loro con figli nel passeggino per evitare di lasciarle da sole in quel contesto vergognosamente lasciato scoperto dalla polizia. a quel punto un gruppo di neofascisti è arrivato su di noi con mazze, cinghie e catene. Io sono stato colpito da una cinghiata ma sono riuscito a parare il colpo agli altri non è andata così bene e le condizioni di Giacomo e Antonio sono peggiori delle mie con punti in testa e diverse ferite. Sono lucidi e stanno bene. La polizia è arrivata solo tempo dopo quando le aggressioni si erano moltiplicate e i passanti scappavano terrorizzati. All’arrivo della Polizia però il cordone e le cariche sono state riservate ai manifestanti antifascisti e non agli aggressori. Una vergogna indicibile in un paese in cui l’emergenza fascismo è sempre più preoccupante e impone a tutti noi l’esigenza di organizzarci, non arretrare, continuare a mobilitarci in migliaia in tutt’Italia contro l’odio è la violenza di queste carogne.

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Nell’aggressione sono rimaste ferite due persone, al momento sono ricoverate al policlinico di Bari.

(Foto credits: Instagram)