Il prossimo Eurovision si terrà a Tel Aviv

di Gaia Mellone | 13/09/2018

Dopo lunghe discussioni e forti controversie, è stato annunciato che il prossimo Eurovision si terrà a Tel Aviv e non a Gerusalemme, come voleva inizialmente Israele. Il paese si è conquistato il diritto ad ospitare l’edizione 2019 del Contest grazie alla vittoria di Netta Barzilai con la canzone “Toy”. La ragazza aveva conquistato il pubblico con la sua “chicken dance” e i testi femministi.

Gerusalemme o Tel Aviv, la decisione dopo le polemiche

Il paese che vince un edizione dell’Eurovision conquista automaticamente il diritto di ospitare l’edizione successiva, generalmente nella capitale. Ecco perché quando Israele ha detto che avrebbe voluto scegliere Gerusalemme si è alzato un polverone. Il paese infatti riconosce come propria capitale la città santa, pur essendo Tel Aviv quella ufficiale. Organizzare l’Eurovision 2019 a Gerusalemme sarebbe stato visto come un riconoscimento internazionale della posizione israeliana sulla città contesa con la Palestina. Una polemica che aveva già preso luogo quando gli Usa hanno spostato la loro ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendone di fatto l’appartenenza ad Israele.

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Ufficialmente, Eurovision ha detto che la scelta è caduta su Tel Aviv per il fervore culturale e creativo della città e per la sua offerta più convincente. Entusiasta il sindaco Ron Huldai che crede sia «un incontro perfetto» tra la città e l’evento musicale più grande del mondo. «Non vediamo l’ora di ospitare un evento così gioioso, e lo faremo con tutto lo spirito tipico di Tel Aviv» ha dichiarato.

Diversa la posizione della ministra della cultura israeliano Miri Regev, che fino all’ultimo momento ha sostenuto la candidatura di Gerusalemme, invitando il governo a non ospitare l’evento se pressato a fare altrimenti, ma ha poi dichiarato che il suo ministero sosterrà comunque l’evento, seppur senza nascondere il proprio con rammarico. Dopo che il movimento Boycott, Divestment and Sanctions (BDS) ha pressato la EBU, sponsor principale dell’evento, a boicottare l’edizione 2019, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha deciso di abbandonare la causa, dicendo che «il governo non sarebbe intervenuto in materia dell’evento».

Eurovision a Gerusalemme, ci sono dei precedenti

In realtà l’Eurovision ha toccato la città di Gerusalemme già due volte nel passato. La prima nel 1979, successiva alla vittoria di Gali Atari & Milk & Honey con il brano Hallelujah divenuto poi un inno simbolico del paese, e nel 1999 dopo la vittoria di Dana International con il brano Diva, che la porto ad essere un’icona transgender nazionale.

(Credit Immagine di copertina: © Persona Stars via ZUMA Press)