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Ponte Morandi, l’ingegnere e la (assurda) teoria del complotto: «Forse un attentato»

Le teorie del complotto non risparmiano nemmeno il crollo del ponte Morandi. A sostenerne una è stato in questi giorni Enzo Siviero, un ingegnere padovano, per 25 anni professore ordinario allo Iuav di Venezia, dove ha insegnato statica e progetto di ponti, oggi rettore dell’università telematica eCampus, in passato anche consulente per Spa Engineering, una società controllata da Autostrade per l’Italia. Secondo l’esperto la tragedia del 14 agosto a Genova potrebbe essere stata causata da un attentato.

Il crollo del Ponte Morandi, la teoria del complotto di un’ingegnere: «Forse un attentato»

«C’è qualcuno – ha detto martedì in un’intervista alla tv locale Antenna Tre Nordest disponibile anche su YouTube – che sta già parlando di attentati o situazioni del genere. Stanno circolando dei video e io non mi sento in questa fase di escluderlo. Anzi, diciamo che è un’ipotesi che sto esplorando. La dinamica del crollo potrebbe essere compatibile con un certo tipo di ragionamento…». Il ponte crollato – ha spiegato ancora Siviero ad Antenna Tre – «ha degli elementi mancando i quali non tiene più. Se messe microcariche di un certo tipo in microsecondi può saltare un pezzo e… viene giù». Ma chi potrebbe aver fatto una cosa simile? «Il gruppo Autostrade – ha detto l’ingegnere – è diventato leader mondiale delle concessioni autostradali. Ci sono altri soggetti che potrebbero essere interessati. Non ci dimentichiamo la fine che ha fatto Mattei».

«Una percentuale superiore al 50 per cento»

Le probabilità di un attentato per Siviero sarebbero alte. «Io sono portato a dare una percentuale superiore al 50%. In questo momento questa è l’ipotesi che tecnicamente potrebbe giustificare le modalità di crollo. Sarà poi agli inquirenti valutare se e come… certamente c’è qualcosa che induce a pensare… ci sono lampi… crollo verticale di un certo tipo… ci sono elementi compatibili con questa ipotesi».

 

 

Il passo indietro: «Solo un’ipotesi accademica»

Le affermazioni di Siviero sono state rubricate dagli investigatori come «mere fantasie». Il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi ha escluso in maniera categorica ogni spunto nella direzione dell’attentato. Mentre Autostrade per l’Italia ha preso le distanze dall’ex consulente precisando che sta parlando «a titolo assolutamente personale», come tra l’altro ribadisce lui stesso. Interpellato da Repubblica poi ha fatto anche passo indietro: «La mia è un’ipotesi puramente accademica, come quelle che altri hanno formulato sui fulmini, e viste le reazioni forse ho fatto male a parlarne». Dalle indagini sul crollo del ponte Morandi è emerso il cedimento strutturale del viadotto. Si cercano le cause. E si cerca di far luce sui calcoli sbagliati nel programma di ristrutturazione della struttura. In un primo momento sono stati anche effettuati accertamenti sull’ipotesi di un fulmine che potrebbe aver colpito uno dei piloni. Ma le prime relazioni hanno escluso ogni interferenza.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / LUCA ZENNARO)