Salvini, Travaglio prevede: «Rapida archiviazione in Italia e processo (con condanna) a Strasburgo»

di Enzo Boldi | 27/08/2018

Travaglio Salvini

Nell’editoriale di oggi de Il Fatto Quotidiano, il direttore Marco Travaglio approfondisce il tema dell’avviso di garanzia a carico di Matteo Salvini, inviato dal pm di Agrigento Luigi Patronaggio, sullo sbarco (ritardato) dei migranti a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera Italiana. Definisce l’inchiesta un «atto dovuto», ma ripercorre la storia recente italiana con i processi portati avanti dal Tribunale dei Ministri a carico degli ex inquilini del Viminale Giuseppe Pisanu e Roberto Maroni, entrambi assolti prima della condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo a carico dell’Italia.

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«L’iscrizione del vicepremier dimostra che in Italia esiste ancora una magistratura indipendente che fa rispettare le leggi senza farsi intimidire da minacce e insulti né guardare in faccia a nessuno, nemmeno uno dei leader politici più potenti e popolari», scrive Marco Travaglio a pagina 1 de il Fatto Quotidiano, definendo una «cosa buona» l’indagine a carico di Salvini – smentendo, di fatto, Luigi Di Maio – per tre motivi: segnali di vita da parte della Magistratura italiana, tracciatura di un perimetro legale nel quale può muoversi un Esecutivo e ribaditura di uno stato di diritto nel nostro Paese.

Travaglio Salvini, l’inchiesta un atto dovuto ma che finirà in una bolla di sapone

L’inchiesta per sequestro di persona a carico di Matteo Salvini passerà nelle mani del Tribunale dei Ministri, ma il direttore del Fatto Quotidiano – raccontando i precedenti – ritiene che il tutto si concluderà con una rapida soluzione e svanirà in una bolla di sapone. Almeno all’interno dei confini italiani. «Era già accaduto, quando altri ministri dell’Interno, Roberto Maroni e poi Beppe Pisanu, ordinarono di fatto dei respingimenti collettivi di migranti in mare, senza consentire loro di chiedere asilo e poi di ricorrere contro l’eventuale diniego, e furono denunciati da esponenti della sinistra». Le inchieste terminarono con una rapida archiviazione – come accadrà per l’attuale tenutario del Viminale, secondo Travaglio – ma portarono a un lungo processo da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Travaglio Salvini, poi la palla passerà a Strasburgo e lì saranno guai per l’Italia

Strasburgo, infatti, condannò non i singoli Ministri, ma l’Italia a pagare una salatissima multa per quei respingimenti coatti: 15mila euro di sanzione per ogni migrante. E il destino a cui potrebbe andare incontro il nostro Paese, per Marco Travaglio, sembra esser delineato proprio sui questi precedenti. Infine, il direttore del Fatto Quotidiano, chiosa con un’analisi dello stato attuale dei consensi al leader della Lega nonostante – anzi, grazie – a questa inchiesta a suo carico: «Salvini “indagato volontario” per aver fatto quel che aveva sempre promesso (anzi minacciato) contro i migranti, non perde un voto, anzi rischia di guadagnarne qualcuno indossando l’aureola del martire».

 

(foto di copertina: ANSA/DANIELE PANATO)