Grillo furioso con Di Maio perché, per difendere Salvini, sta «annacquando il Movimento»

di Gianmichele Laino | 09/07/2018

lite grillo-di maio

In principio fu una foto con Beppe Grillo in posa con Roberto Fico e Virginia Raggi. Una faccia sorridente, la solita. Dietro lo scatto, però, c’è un chiaro segnale a Luigi Di Maio. Cosa è successo circa 15 giorni fa, esattamente il 27 giugno, è stato raccontato da La Stampa che ha parlato di un Grillo inferocito con il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, reo di andare in affanno per riuscire a tenere botta all’alleato di governo Matteo Salvini.

LEGGI ANCHE > Grillo abbraccia i suoi ragazzi (e no, non c’è Di Maio)

Lite Grillo-Di Maio, lo strappo il 27 giugno all’Hotel Forum

All’Hotel Forum, seduti al tavolo, ci sono proprio Grillo e Di Maio, ma nessuna fotografia ha immortalato l’evento. Perché le parole che sono volate al tavolo avrebbero reso l’aria piuttosto tesa: «Così non va – è questa la ricostruzione che fa La Stampa -, i nostri valori si stanno annacquando in quelli della Lega». Di Maio si difende, prova a rivendicare i suoi successi, ma si va a un passo dallo scontro e si decide di mantenere il segreto su quel confronto.

La Stampa ha consultato anche una fonte molto vicina al comico genovese che ha affermato che Beppe Grillo è decisamente preoccupato per il timore di aver perso la guida del Movimento che ha fondato, tuttavia non sarebbe intenzionato a litigare con Luigi Di Maio, né ad alzare i toni dello scontro. Vorrebbe solo riportare la chiesa al centro del villaggio e far ripartire i pentastellati dai loro valori originari, sempre più appannati da questa alleanza con la Lega.

Lite Grillo-Di Maio, M5S deve ripartire da Fico e Raggi

Per questo motivo, Grillo ha indicato in Roberto Fico e Virginia Raggi gli esempi da seguire. Si comprendono così le parole del presidente della Camera sulla necessità dell’accoglienza e la contrarietà alla chiusura dei porti, si capisce anche il muro alzato contro la sindaca di Roma nel corso del turbolento periodo dello scoppio dell’inchiesta sullo stadio nella Capitale: mentre gli altri big si affrettavano a prendere le distanze dalla Raggi, Beppe Grillo era rimasto l’unico a tutelare i suoi interessi.

Fico e la Raggi, il Movimento delle origini vuole ripartire da loro. Ma il momento è particolarmente delicato. Per i pentastellati urge una scelta: continuare a ribattere colpo su colpo a Matteo Salvini – rischiando di trasformare in bluff qualsiasi parola provenga dal lato dell’esecutivo a cinque stelle -, oppure prendersi una pausa da questa dipendenza leghista e iniziare ad alzare la voce. Ma quest’ultima ipotesi porterebbe inevitabilmente allo strappo nell’alleanza di governo.