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Sulle moschee il M5S fa un passo indietro e accetta la linea della Lega

Il Movimento 5 Stelle cambia linea sui rapporti con l’Islam ed altre confessioni religiose. È quanto emerge dal nuovo contratto di governo siglato con la Lega, e votato anche dagli attivisti online sulla piattaforma Rousseau, che rappresenta la base per il nuovo esecutivo. Nell’ultima versione del programma comune sottoscritto da Luigi Di Maio e Matteo Salvini i pentastellati hanno detto sì a una proposta da loro già bocciata in Regione Lombardia sulle moschee. Ad evidenziarlo oggi è il quotidiano Il Giornale in un articolo a firma di Alberto Giannoni.

Moschee e Islam, il M5S accetta la linea della Lega

Nel contratto di governo Movimento 5 Stelle-Lega, in particolare nel capitolo 13 dedicato a ‘Immigrazione: rimpatri e stop al business’, vengono posti come obiettivi l’istituzione di un registro dei ministri di culto e la tracciabilità dei finanziamenti per la costruzione delle moschee, già previsto dal Patto per l’Islam varato dal ministro dell’Interno Marco Minniti. Ma il programma si spinge anche oltre, proponendo, per una maggiore «trasparenza», la chiusura delle «moschee irregolari» e delle «associazioni islamiche radicali». Nel documento si legge:

Ai fini della trasparenza nei rapporti con le altre confessioni religiose, in particolare di quelle che non hanno sottoscritto le intese con lo Stato italiano, e di prevenzione di eventuali infiltrazioni terroristiche, più volte denunciati a livello nazionale e internazionale, è necessario adottare una normativa ad hoc che preveda l’istituzione di un registro dei ministri di culto e la tracciabilità dei finanziamenti per la costruzione delle moschee e, in generale, dei luoghi di culto, anche se diversamente denominati.
Inoltre, occorre disporre di strumenti adeguati per consentire il controllo e la chiusura immediata di tutte le associazioni islamiche radicali nonché di moschee e di luoghi di culto, comunque denominati, che risultino irregolari. A tale riguardo, onde garantire un’azione efficace e uniforme su tutto il territorio nazionale è necessario adottare una specifica legge quadro sulle moschee e luoghi di culto, che preveda anche il coinvolgimento delle comunità locali.

Il Giornale ricorda che, là dove una legge sull’edificazione di nuove moschee è stata approvata davvero, in Lombardia, il M5S si è mostrato nettamente contrario, tanto da parlare di «accanimento ridicolo e fuori luogo della Lega», di «capolavoro di paranoia legislativa» e di legge «chiaramente incostituzionale». Espressioni che facevano emergere due visioni diverse. «Con questa legge – diceva il consigliere regionale Eugenio Casalino nel 2015 – la maggioranza criminalizza tutti i 420mila musulmani che lavorano e risiedono regolarmente in Lombardia vendendo il mito che impedire nuove moschee significa avere più sicurezza». «L’unico obiettivo di questa legge regionale – attaccherà ancora Casalino un anno dopo – è quello propagandistico della Lega Nord che vuole impedire la costruzione di moschee quando forze dell’ordine, magistratura e servizi segreti sono concordi sul fatto che avere luoghi ufficiali di culto per i musulmani favorisce il contrasto al terrorismo islamico e non il contrario come la Lega continua a ripetere ingannando i cittadini». Ora il via libera.

(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / ALESSANDRO DI MARCO)