Ma dove sono finiti i 48 milioni della Lega? Inchiesta dell’Espresso sui «conti segreti» di Salvini

di Redazione | 30/03/2018

salvini

Dov’è finito il tesoro della Lega? Dove sono spariti i 48 milioni di euro che il tribunale di Genova vorrebbe mettere sotto sequestro dopo la condanna di Umbreto Bossi per truffa ai danni dello Stato? Da mesi i giudici di Genova sono a caccia di quei denari. Finora sui conti del partito oggi guidato da Matteo Salvini sono stati però rinvenuti poco più di 2 milioni. E gli altri? Sono le domande alle quali prova a dare una risposta un’inchiesta de L’Espresso in edicola da domenica primo aprile dal titolo ‘I conti segreti di Salvini’.

La Lega di Maroni e di Salvini e i milioni investiti in obbligazioni

Il settimanale ricorda che lo scorso 3 gennaio il segretario del Carroccio ha detto: «Oggi sul conto corrente della Lega nazionale abbiamo 15 mila euro». Ma alcuni documenti bancari – rileva L’Espresso nell’articolo  – «aiutano a comprendere meglio che fine ha fatto la ricchezza leghista. Facendo emergere un fatto inedito: sia sotto la gestione di Roberto Maroni, sia in seguito sotto quella di Salvini, parecchi milioni sono stati investiti illegalmente. Una legge del 2012 vieta infatti ai partiti politici di scommettere i propri denari su strumenti finanziari diversi dai titoli di Stato dei Paesi dell’Unione europea. Il partito che si batte contro l’Europa serva di banche e multinazionali ha cercato di guadagnare soldi comprando le obbligazioni di alcune delle più famose banche e multinazionali». Ma per l’Espresso c’è di più.

L’associazione sconosciuta ‘Più voci’ e i finanziamenti dalle aziende

«In questa trama finanziaria si ritaglia un ruolo anche un’associazione finora sconosciuta. Si chiama Piu’ voci. Una onlus come tante, ma di area leghista. Con una particolarità: è usata dalla Lega per ricevere finanziamenti dalle aziende, denari girati subito dopo a società controllate dal partito. L’associazione – secondo quanto anticipa il settimanale – è stata creata da tre commercialisti fedelissimi a Salvini nell’ottobre del 2015, nel pieno del processo per truffa contro Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito. Non ha un sito web, né sembra attiva nel dibattito pubblico. Di certo, però, su quel conto corrente hanno lasciato traccia lauti bonifici. Chi ha finanziato la sconosciuta Più voci?».

L’Espresso pubblicherà i nomi delle aziende e degli imprenditori che hanno offerto il loro contributo alla Lega. Alle domande de L’Espresso, il partito guidato da Salvini «ha preferito non rispondere». Un commento è invece arrivato da chi ha versato parte dei contributi sul conto della onlus.

(Foto: Ansa / MASSIMO PERCOSSI)