Incinta viene respinta al confine con la Francia: muore dopo il parto, a Torino

di Redazione | 24/03/2018

bardonecchia

Voleva raggiungere la Francia. Era malata, ma voleva che qualche parente fosse vicino al  suo piccolo una volta nato. Destinity però non ce l’ha fatta. Malata, al settimo mese di gravidanza, ha tentato la traversata del Colle della Scala con il marito, nigeriano come lei e richiedente asilo. La gendarmeria francese li ha intercettati e riportati in Italia. “Li hanno lasciati davanti alla saletta di Bardonecchia senza nemmeno bussare alla dottoressa che era di turno all’interno“, ha raccontato a Repubblica Paolo Narcisi, presidente dell’associazione Rainbow4 Africa, che si preoccupa di fornire assistenza ai migranti nella zona.

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INCINTA RESPINTA A BARDONECCHIA. MUORE DOPO IL PARTO

Destiny quella notte del 9 febbraio stava male. Molto male. Non riusciva a respirare, non poteva stare seduta per un linfoma che aveva oramai nel petto.  La donna è stata trasportata in ospedale prima a Rivoli e poi al Sant’Anna di Torino dove è rimasta ricoverata per oltre un mese. Ha lasciato questo mondo giovedì, subito dopo aver dato alla luce un maschietto, di 900 grammi, Israel. Il marito di Destiny aveva fatto richiesta d’asilo in Italia. Per un po’ di tempo ha lavorato ma poi ha perso l’impiego. Nello stesso momento in cui la donna ha capito che aveva un male letale. Per questo Destiny voleva raggiungere la Francia, per rivedere un’ultima volta la sorella che stava lì e lasciare il suo piccolino con suo marito e la famiglia intera.

La donna è rimasta ricoverata un mese al Sant’Anna, seguita dall’Ostetricia e Ginecologia diretta dalla professoressa Tullia Todros e dall’ematologia ospedaliera delle Molinette diretta dal dottor Umberto Vitolo. Come riporta Repubblica il piccolo Israel è nato prematuro ed è ora ricoverato nella Terapia Neonatale del Sant’Anna, diretta dalla professoressa Enrica Bertino.  “Il bambino sta bene nonostante sia nato pretermine – spiega Todros a Repubblica – Abbiamo cercato di portare la gravidanza il più in là possibile compatibilmente con le condizioni della mamma. Quando abbiamo deciso di farlo nascere era perché non si poteva più aspettare“. Tutto il personale è accanto al piccolo e al papà. Israel, grazie alle cure del Sant’Anna, è riuscito ad acquisire 200 grammi in una settimana. Ora respira autonomamente, anche se sarà un processo lungo. Tra i medici dell’ospedale – riporta il quotidiano – è scattata così una gara di solidarietà per aiutare padre e figlio.

“Partecipiamo volentieri”, dice Narcisi, che invita a non avere paura e ad aprirsi all’accoglienza. “Perché un giorno – conclude – potrebbe toccare a noi…”..