Secondo Rolling Stone Italia, il candidato «fantasma» di Free Flights to Italy sarebbe un molestatore seriale

di Redazione | 21/02/2018

Giuseppe Macario

Circa 90 ragazze, tutte appartenenti al mondo accademico statunitense e tutte italiani residenti in America, sarebbero state ripetutamente contattate e avrebbero subito un vero e proprio cyber stalking da Giuseppe Macario, il candidato del Movimento Free Flights to Italy il cui simbolo è comparso sulle schede elettorali degli italiani all’estero.

GIUSEPPE MACARIO, I DUBBI DI ROLLING STONE ITALIA

Già nei giorni scorsi, Rolling Stone Italia ha condotto un’inchiesta su questo candidato, la cui identità sarebbe molto sfumata se non addirittura tenebrosa. Il sito di informazione diretto da Selvaggia Lucarelli avrebbe ottenuto nuove informazioni sulla sua persona. Le ragazze citate in precedenza sarebbero state raggiunte da Macario attraverso un sito citato nell’inchiesta di Rolling Stone: queste donne sarebbero state accusate di essere truffatrici, di spacciarsi per false professoresse, di essere predatrici sessuali e di estorcere denaro tramite ricatti.

Accuse pesantissime per un candidato alle prossime elezioni politiche nella circoscrizione Estero che, tuttavia, nessuno sembra conoscere. Rolling Stone sostiene che due giornalisti che lo hanno intervistato in passato lo hanno raggiunto soltanto via email, che risulta residente a Fiano Romano e che l’altra candidata presente in lista potrebbe essere – in base a un riscontro ottenuto dall’ufficio anagrafe del comune – sua madre.

Una di queste ragazze ha contattato, con la promessa di essere protette dall’anonimato, il sito diretto da Selvaggia Lucarelli, sostenendo di essere stata diffamata da Macario. Il suo caso sarebbe simile a quello di altre ragazze: alcune di queste, separatamente, si sarebbero anche rivolte a un avvocato per intraprendere azioni legali nei confronti del presunto «candidato fantasma».

IL METODO UTILIZZATO DA GIUSEPPE MACARIO

Macario si inserirebbe in gruppi e pagine Facebook in maniera apparentemente innocua e poi inizierebbe a contattare le ragazze che appartengono a questi stessi gruppi, cercando di rovinare la loro carriera e la loro reputazione. Rolling Stone sta aspettando un riscontro dal ministero dell’Interno per avere maggiori informazioni su Giuseppe Macario e sulla documentazione che avrebbe dovuto depositare all’ambasciata per formalizzare la sua candidatura, anche perché – in base a un recente sviluppo della vicenda – la firma apposta dal notaio Luigi D’Alessandro (indicato sull’atto depositato da Macario nel sito del ministero dell’interno) risulta essere falsa.