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Il sindaco di Como caccia i poveri per strada? Lo può fare per il decreto Minniti-Orlando

La polemica del Natale, ovvero l’ordinanza anti-clochard tanto sostenuta dal sindaco di Como, in realtà sarebbe perfettamente in linea con il decreto Minniti-Orlando.
L’ordinanza firmata da Landriscina, che vieta anche la distribuzione di pasti a barboni e clochard fino al 10 gennaio, è prevedibile perché conforme alla legge.

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Lo spiega il Manifesto che riporta le parole di Andrea Maestri, di Possibile e l’imminente interrogazione di Pippo Civati.

«L’ordinanza, per quanto odiosa, è legittima se per legittimità intendiamo conformità alla legge». «Non fa altro che applicare l’articolo 50 del Testo Unico degli Enti Locali come riscritto dal decreto Minniti – Orlando del 20 febbraio 2017 n. 14». «Il decreto Minniti-Orlando- spiega Maestri – dilata in misura abnorme e in modo indeterminato il potere extra ordinem dei sindaci, incidendo su beni di rango costituzionale come la libertà personale e quella di circolazione e discriminando i cittadini in base alle loro condizioni sociali e personali».

In queste ore i volontari, applauditi da una parte della città, sono tornati in strada a distribuire bevande calde. E per il 23 dicembre «Como senza frontiere» invita tutti a scendere in piazza portando panini, biscotti e tramezzini per un «bivacco solidale».

Ciò che è avvenuto a Como – spiega Il Manifesto – è quello che accadde anche nella democratica Ventimiglia, quando il Enrico Ioculano, nell’estate del 2016, vietò la somministrazione di cibo e bevande «a persone migranti, senza fissa dimora e in condizioni di necessità». Un scelta che fu molto contestata e poi ritirata. Ioculano agì in base alla Legge Maroni, normativa che il provvedimento Minniti-Orlando rende senz’alto più larga.

 

(in copertina foto ANSA / MATTEO BAZZI)