matteo salvini ilaria cucchi
|

Perché Matteo Salvini è l’ultima persona che può giudicare Ilaria Cucchi

«Capisco il dolore di una sorella che ha perso il fratello, ma mi fa schifo. E’ un post che fa schifo. Mi ricorda tanto il documento contro il commissario Calabresi».
Matteo Salvini è intervenuto così alla trasmissione radiofonica La Zanzara su Radio24 per commentare la notizia relativa alla sorella di Stefano, rea di aver condiviso sui social network la foto di uno dei carabinieri coinvolti nell’inchiesta sulla morte di suo fratello.

Curioso che uno dei politici più attivi sui social bacchetti per un post su Facebook quando lui stesso in rete cade in bufale dal contenuto allarmistico. Il segretario del Carroccio ha poi aggiunto sul caso Cucchi:

Mi sembra difficile pensare che in questo, come in altri casi, ci siano stati poliziotti e carabinieri che abbiano pestato Cucchi per il gusto di pestare. Se così fosse, chi l’ha fatto, dovrebbe pagare. Ma bisogna aspettare la sentenza, anche se della giustizia italiana onestamente non ho molta fiducia. Comunque, onore ai carabinieri e alla polizia.

Per Matteo Salvini sembra difficile che ci siano stati uomini in divisa coinvolti nel pestaggio di Cucchi. Infatti la Procura non ha iscritto nessuno nel registro degli indagati. Non solo. Il leghista paragona una vicenda giudiziaria (ancora in evoluzione e di tutt’altro peso e contesto) alla celebre lettera a L’Espresso sul caso Pinelli.

Ci sarà un 1% di quelli che portano la divisa che sbagliano e devono pagare. Anzi devono pagare doppio. Ma io sto sempre con polizia e carabinieri. La sorella di Cucchi si dovrebbe vergognare per quanto mi riguarda.
Ricordo la storia dovrebbe insegnare: qualcuno in passato fece un documento pubblico, intellettuali sdegnati contro un commissario di polizia che fu assassinato.

LEGGI ANCHE: Dalla parte di Ilaria Cucchi, anche quando sbaglia

Salvini è quello che su Facebook parlò dell’arrivo del primo contagiato di Ebola in Europa tirando in ballo (senza un nesso) Mare Nostrum. Salvini è  il segretario che in rete cavalcò la bufala sui condizionatori e quella della preghiera dell’alpino.

Insomma, una persona esperta nel bon ton sui social network. Specialmente per gli albergatori che hanno dato la loro disponibilità all’accoglienza profughi e per il numero antidiscriminazioni del governo (utile secondo lui per denunciare il razzismo contro i Padani).

Salvini non è la persona ideale per criticare una donna che ha avuto un cedimento (uno in sei anni) dopo aver letto sui giornali le conversazioni su come è stato massacrato di botte suo fratello. Eppure, nonostante tutto, Salvini ha straparlato, come sempre, elogiando le forze dell’ordine, ha fornito personali accostamenti storici e giudicato. Giudicato su un tema che lui stesso sembra non saper gestire. Facebook, la rete e le gogne mediatiche. Un argomento su cui non ha mai brillato. Nemmeno stavolta.

 

(in copertina foto  ANSA/MOURAD BALTI)