I rischi nascosti del trend #AIYearbook con l’app Epik

In tanti hanno utilizzato l'applicazione diventata virale sui social. In pochi hanno letto le condizioni e la privacy policy

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Negli ultimi giorni, le principali piattaforme social sono state invase da “strani” album fotografici, con un sapore nostalgico anni ’90. Tutti accompagnati da hashtag come #AIyearbook o #AIyearbookchallenge. Una moda digitale del momento a cui hanno preso parte personaggi del cinema, della musica e content creator. Per farlo hanno tutti utilizzato un’app che, solo di recente, ha inserito la possibilità di “modificare” i propri selfie trasformandoli in una raccolta in stile college americano di fine secolo: Epik. In molti, lo hanno fatto senza pensare alle conseguenze.

App Epik e i problemi del trend social dell’AI yearbook

Prima di tutto, la realizzazione di questo album attraverso l’AI non è gratuita: dopo aver caricato almeno 8 selfie, per scaricare le immagini (a scatola chiusa) occorre pagare. E non solo: le nostre foto sono utilizzate anche per addestrare l’intelligenza artificiale creata dalla sudcoreana Snow Corporation, l’azienda che ha sviluppato l’app mobile. Di fatto, l’utente “cede” i propri dati biometrici per allenare l’AI e per farlo paga anche. Ma questo non è l’unico problema visto che l’applicazione ha due differenti privacy policy differenti e contraddittorie tra loro. In sintesi: i nostri dati non sono protetti e sono anche condivisi con terze parti. Come accaduto già in passato con Lensa AI, occorre sempre analizzare le cose a fondo prima di inseguire un trend social.

E gli strumenti di intelligenza artificiale continuano a non essere affidabili al cento per cento. Giornalettismo ha testato DALL-E per Bing, il sistema per generare immagini attraverso comandi testuali. Lo strumento è fortemente condizionato da una lunga serie di bias, anche discriminatori. E non è un caso che l’ultimo report di Freedom House ha posto l’accento su un tema importantissimo: la libertà di internet nel mondo è calata anche a causa dell’AI.