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Bassolino: «Senza primarie il Pd rischia di non arrivare al ballottaggio» (VIDEO)

Da dirigente politico ad analista politico. Antonio Bassolino non scioglie la riserva sulla sua discesa in campo alle Elezioni Comunali, ma non si tira indietro se c’è da esaminare in quale scenario si muove il Pd e quali errori il partito non dovrà commettere affinché torni ad amministrare la città di Napoli. Ieri a Capodimonte, intervenendo alla presentazione del libro di Samuele Ciambriello ‘Caste e castighi’, presso l’associazione Rosso Democratico, l’ex sindaco ed ex governatore della Regione Campania ha ribadito di essere favorevole alle primarie e ha invitato il Pd ad indicare quanto prima la data del voto.

 

Comunali Napoli, Bassolino: «Le primarie sono doverose. Se il Pd sbaglia non arriva nemmeno al ballottaggio» (VIDEO)

 

BASSOLINO: «LE PRIMARIE SONO DOVEROSE» –

«Se il candidato viene scelto attraverso le primarie, è più forte. Con primarie vere il Pd e le altre forze possono avviare un dialogo con la città importante: si rafforza e ascolta la città. Se non viene fatto, la battaglia è invece più difficile», è stato il messaggio ripetuto più volte da Bassolino. «La battaglia avrà un grande valore nazionale – ha poi spiegato – ed è interesse del centrosinistra che si vinca in tutte e tre le (grandi, nda) città». Dunque percorrere la via delle primarie sarebbe una «scelta doverosa, giusta, per tutti». «Più si ritarda questa scelta – è stato il ragionamento di Bassolino – più la battaglia diventa difficile. Se il Pd si muove bene, partecipa e combatte, può vincere. Se sbaglia (e se non fa le primarie rischia di sbagliare ancora di più) non arriva nemmeno al ballottaggio».

BASSOLINO: «MI AUGURO ANCHE LA DESTRA FACCIA LE PRIMARIE» –

Avvertimenti che l’ex sindaco ha lanciato sulla base del variegato quadro politico in città e sul largo numero di coalizioni in campo. Ma non solo. Bassolino ha ricordato anche l’ampia fetta di elettori che non si reca alle urne e i numeri raggiunti dai grillini (che con un «candidato in grado di parlare alla città» sarebbero «forza competitiva»). «Sarà una scalata per tutti i partiti e tutti i candidati, perché – ha affermato l’ex sindaco – si parte da un astensionismo del 60%, senza considerare il Movimento 5 Stelle, primo partito a Napoli. Hanno avuto un ottimo risultato, il 20%, dentro quel 40% (di votanti, nda)».
Le primarie, insomma, riporterebbero il Pd in contatto con gli elettori. «Il Pd non è che fa o non fa le primarie per fare un piacere o un dispetto a qualcuno. Se le fa – ha dichiarato Bassolino –  fa una cosa utile per la città e per se stesso, perché dialoga e rende i cittadini protagonisti». E alla città, sostiene l’ex sindaco,  potrebbero rendersi utili nello stesso modo anche gli avversari: «Il mio augurio è che il Pd scelga la strada democratica e che questa strada venga scelta anche da altre forze. Sarebbe un bene per la città che anche a destra trovassero altre forme di partecipazione. Una democrazia si regge su più gambe».

 

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BASSOLINO: «LE COMUNALI VALGONO TRE ELEZIONI POLITICHE» –

Non manca poi lo sguardo alla politica nazionale. Le Comunali in primavera, considerando che si vota sia a Napoli che a Milano e Roma, non possono non essere considerate anche un test sul governo. «Altro che elezioni politiche generali. Sono tre elezioni politiche – ha affermato ieri Bassolino -. Non voglio neanche provare ad immaginare come sarebbe l’Italia il giorno dopo l’elezioni se in queste tre città o magari se anche in due di queste città ci fosse un risultato tosto».

BASSOLINO: «SI DECIDA PRESTO LA DATA DELLE PRIMARIE» –

Infine, la data delle primarie. Bassolino gradirebbe una sorta di election day, votando lo stesso giorno delle primarie a Milano: «A Napoli si possono fare il 7 febbraio, sarebbe una giornata nazionale di grande significato. Vedo che il segretario del Pd napoletano invece dice che il 7 febbraio sarebbe troppo lontano, le facciano prima… l’importante è fissare presto quando si fanno». Sarebbe l’uscita del Pd dal limbo nel quale sembra essere finito da troppe settimane. «Una volta fissate (le primarie, nda) – ha affermato Bassolino – quelli che vorranno candidarsi potranno discutere di programmi. Si può discutere di contrasto alla povertà, delle principali scelte che si devono fare: una volta fissata la data è come se suonasse la sveglia. Ma se non viene fatto, ogni giorno rappresenta un metro nella salita a vantaggio di de Magistris e dei 5 Stelle».

Il Pd napoletano ascolterà l’invito? Molto probabilmente sì, stando alle parole di Elisabetta Gambardella, presidente provinciale del Pd, anche lei presente all’intervento di Bassolino. «Ritengo anch’io – ci ha spiegato –  che il metodo migliore per coinvolgere i cittadini sia quello di convocare immediatamente le primarie. Avevo già convocato un’assemblea provinciale, poi su richiesta della segreteria ho rinviato di qualche giorno affinché si potessero svolgere iniziative di ascolto. Ora, ne ho parlato anche con Carpentieri (segretario provinciale, nda), mi auguro di convocare entro la fine di ottobre l’assemblea per decidere la data delle primarie o altre soluzioni». La strada verso il voto sembra dunque in discesa. «A mio avviso le ipotesi di una candidatura condivisa dal Pd e della coalizione – ci ha detto ancora Gambardella – sono molto remote. Il mio invito al partito, da presidente all’assemblea, è quello di procedere in fretta. Mi auguro che nel giro di 15 giorni  si possa individuare il percorso ed andare avanti». E la data? «Penso che il 7 febbraio potrebbe essere una soluzione se si intende dare un significato nazionale. Ma si potrebbe anche procedere prima. Ho già dichiarato che entro fine anno il candidato dovrebbe essere in campo, per discutere di programmi».

(Foto e video: Giornalettismo)