Altre quattro regioni devono anticipare le misure restrittive

La lista delle regioni che diventeranno zona arancione si arricchisce anche oggi

10/11/2020 di Ilaria Roncone

regioni zona arancione

Emilia-Romagna, Campania, Friuli Venezia Giulia e Veneto: queste le quattro regioni che, secondo l’ultimo report dell’Istituto superiore della sanità, devono anticipare le misure restrittive. Mentre anche i medici di famiglia invocano il lockdown nazionale, le quattro regioni appena citate sono state dichiarate nello scenario quattro, quello a rischio moderato con alta probabilità di progressione.

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Altre quattro regioni zona arancione

Dopo l’annuncio di ieri – con Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana che sono state segnate come regioni arancioni a partire da mercoledì 11 novembre – arriva l’aggiornamento per altre quattro regioni italiane. Emilia-Romagna, Campania, Friuli Venezia Giulia e Veneto devono inasprire le misure secondo quanto riposta Ansa. L’Iss ha chiesto che entrino in vigore misure più restrittive rispetto a quelle attuali il prima possibile.

Anche i medici di base chiedono il «lockdown generalizzato»

Intanto dai medici anche dai medici di base arriva la richiesta di un lockdown generalizzato. «Serve chiudere il Paese adesso. Fare abbassare la curva dei contagi, avvicinandoci alla possibilità di un vaccino anti-Covid in una condizione migliore», ha detto Silvestro Scotti, segretario nazionale dei medici di medicina generale (Fimmg). Si tratta della «scelta più razionale per prepararsi, si spera, ad una vaccinazione di massa in condizioni migliore dal punto di vista dell’andamento epidemico». L’importante ora, secondo i medici di base, è far s che l’Italia non sia zona rossa quando arriveranno i vaccini poiché «gestire una vaccinazione di massa in piena pandemia diffusa prospetta uno scenario davvero complicato». Fa riferimento anche al passato e alle «file per l’epidemia del colera a Napoli». Si parla di «fronteggiare, oltre all’organizzazione, anche le questioni emotive, con la necessità di spiegare chi deve essere vaccinato in maniera prioritaria».

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