Trump accusa i media di «propaganda e fake news» perché «non riconoscono il nostro grande lavoro per contrastare l’epidemia»

di Ilaria Roncone | 24/06/2020

Continua il balletto tra Trump e Fauci. L’epidemiologo della Casa Bianca vuole fare più test e chiarisce che «Trump non ci ha mai detto di frenare sui test» ma il presidente continua a insistere sul fatto che vanno fatti meno test «perché più test facciamo più casi emergono», ribadendo come non stava scherzando quando ha pronunciato la frase relativa al numero di test al comizio di sabato scorso. E intanto Donald si domanda come sia possibile che i media riconoscano il valore del lavoro di Fauci e non quello della sua amministrazione nel contrasto al coronavirus.

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Trump vuole fare meno test, Fauci vuole fare più test

Anthony Fauci, epidemiologo dell’amministrazione Trump, ci prova a cambiare il senso delle parole del presidente e parla di uno «sconvolgente aumento» dei contagi Usa che richiede più test per essere tracciato e fermato. Seppure l’epidemiologo sia ottimista rispetto all’arrivo del vaccino «entro la fine dell’anno», la situazione attuale viene bollata come preoccupante, con un nuovo picco di casi e focolai registrati in Texas e Florida. L’idea dei controlli di Fauci si sta rivelando diversa da quella di Trump, che invece vorrebbe fare meno test perché «più test facciamo più casi emergono».

Trump si chiede perché il gradimento per Fauci sia così alto e quello per lui così basso

Mentre Fauci si muove nella direzione opposta a quella che Trump ha indicato: più test negli Usa in attesa di vedere cosa succederà nelle prossime due settimane, «decisive per capire quale sarà la nostra capacità di controllare l’epidemia». Intanto il presidente Usa si domanda come sia possibile che il gradimento di Fauci sia alto mentre quello per la sua amministrazione stia calando a picco. I colpevoli? I media che fanno propaganda: «I media non riconoscono il nostro grande lavoro per contrastare l’epidemia. Abbiamo salvato milioni di vite umane. Mentre poi leggo che Fauci ha un indice di approvazione molto alto, il 72 per cento. Ma se lavora con noi, perché allora non ci viene riconosciuto? Perché i media propaganda sono fake news».