Il complotto social su «Di Maio come Djokovic» e la data del tampone positivo comunicata dal suo staff

Dopo la notizia della positività di Luigi Di Maio e della conseguente negativizzazione, sono circolate delle strane teorie che riguardano il suo viaggio istituzionale in Tunisia

09/01/2022 di Redazione

Come al solito, la rete si rivela essere un luogo particolarmente fertile per innescare dei complotti inesistenti. Capita così che anche la notizia dell’avvenuta guarigione del ministro degli Esteri Luigi Di Maio dal coronavirus – seguita a un periodo di positività – si trasformi nell’ennesima occasione di polemica, soprattutto a partire dalle chat dei no-vax che danno ampio risalto alla notizia. Il tutto ruota sul tampone positivo di Di Maio e sul suo viaggio in Tunisia.

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Tampone positivo Di Maio, le date ufficiali comunicate dallo staff

Mentre il post ufficiale di Luigi Di Maio, nella giornata di ieri, comunicava l’avvenuta guarigione dal Covid-19 in seguito a una positivizzazione registrata durante il periodo natalizio, si è diffuso il complotto – e il paragone con la situazione di Novak Djokovic – della sua positività già nel corso del suo viaggio istituzionale in Tunisia, avvenuto tra il 27 e il 28 dicembre. Il tutto a partire da una riga di una nota testata giornalistica online, che comunicava l’inizio della positività di Di Maio nel giorno di Santo Stefano. Da qui, sui social network, sono partite le varie elucubrazioni, perché sui social del ministro degli Esteri c’è traccia delle fotografie scattate a Tunisi nel viaggio istituzionale che si è svolto dopo Natale.

A quel punto, i vari utenti hanno chiesto che per Di Maio avvenisse lo stesso controllo che alcune testate hanno fatto per Djokovic. Quest’ultimo, per documentare la sua richiesta di esenzione vaccinale per partecipare agli Australian Open, aveva affermato di essere risultato positivo al Covid il 16 dicembre, salvo poi essere immortalato – proprio quel giorno – in diverse occasioni pubbliche, senza mascherina e senza distanziamento sociale.

Ovviamente, il paragone non regge e oggi lo staff del ministro degli Esteri ha comunicato l’esatto timing della sua positività: come da prassi, Di Maio ha effettuato un tampone prima della missione, il 27 dicembre, con esito negativo. Anche un precedente tampone, a quanto risulta, ha dato lo stesso esito: il ministro si era sottoposto al test anche il 24 dicembre, nel giorno della vigilia di Natale. Al rientro dalla missione, anche questa è una prassi, Di Maio ha effettuato un nuovo test (positivo con carica bassa), il successivo tampone ha confermato la positività.

Nei giorni della sua positività, il ministro degli Esteri è intervenuto da remoto (e quindi senza alcun contatto) all’evento di lancio della candidatura italiana per ospitare il X Forum mondiale dell’acqua). All’inizio del suo intervento ha ringraziato il resto dei presenti, dicendo – senza specificarne le cause – di «non poter essere fisicamente presente con voi». Lo sfondo dell’intervento di Luigi Di Maio era stato, in quella circostanza, una semplice parete bianca.

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