aborto
54 POSTAttraverso la storia della pagina Vignette Incazzate, che fa satira sull’attualità, abbiamo ricostruito l’identikit di chi – sui socia – in questo momento storico rigurgita odio contro chi vuole poter avere il diritto all’aborto
Molte società devono garantire una tutela della privacy maggiore: il caso delle app di monitoraggio del ciclo mestruale e della chat di Facebook fornite alla polizia del Nebraska lo dimostra
La Federal Trade Commission dimostra di voler proteggere i dati sulle ricerche di luoghi per abortire degli utenti, tutelando la loro privacy
I dipendenti Google che non sono coperti dalle garanzie dell’azienda in seguito ai cambiamenti sull’aborto in Usa si stanno ribellando
Cercare una clinica per abortire può portare a centri anti aborto in Usa, in Italia l’imprecisione può essere tale che – tra i risultati – compaiono dei centri per la fertilità
Le ricerche degli utenti vengono usate dalla polizia se Google non implementa un sistema di privacy che garantisca protezione, per esempio, a chi ricerca informazioni sull’aborto
La piattaforma ha avviato il suo percorso che arriva dopo la sentenza della Corte Suprema americana
Washington Post e Wall Street Journal aveva messo in dubbio questa vicenda, citata anche da Joe Biden. Un giornalista di Fox, addirittura, l’aveva etichettata come bufala. Ma la storia, purtroppo, è reale