Uno dei liquidatori di Chernobyl si è suicidato dopo aver visto la serie HBO

di Redazione | 15/07/2019

suicidio superstite Chernobyl

Si chiamava Nagashibay Zhusupov e, nel 1986, subito dopo l’esplosione del reattore nucleare era stato chiamato come liquidatore per limitare la diffusione delle radiazioni dall’area 4 della centrale di Chernobyl. Dopo aver visto la serie tv capolavoro di HBO, tuttavia, si sarebbe suicidato per non aver retto all’umiliazione di 33 anni fa, quando non gli venne riconosciuta dal governo – a differenza dei suoi colleghi – la possibilità di risiedere in un alloggio popolare.

Sucidio superstite Chernobyl: cosa è successo

La figlia ha spiegato al Daily Mail la storia del padre: si è sentito ingannato da quanto accaduto più di trent’anni fa, non ha sopportato l’umiliazione e ha deciso di farla finita. I liquidatori di Chernobyl si sono sempre costituiti in associazione per cercare di fare fronte comune rispetto alla loro singolare e pericolosa vicenda. Alcuni di questi, chiamati a intervenire per cercare di arginare la diffusione delle radiazioni nel reattore numero 4, si sono ammalati in maniera irreversibile.

«Credeva che fosse suo diritto, un riconoscimento doveroso per il suo sacrificio. Eppure, dopo dieci anni di attesa di una casa, ha scoperto che il suo nome era stato cancellato dalla lista – ha detto il presidente dell’associazione dei liquidatori di Chernobyl -. Questo lo ha distrutto. Ha tentato una causa legale, per vedersi riassegnato il suo posto in lista d’attesa. L’ultima volta che l’ho visto, era profondamente rammaricato per non aver potuto ottenere un appartamento. Credo che si sia buttato giù da un palazzo in un momento di disperazione, perché per molti anni non è riuscito a ottenere una casa adeguata».

La serie tv che fa rivivere il passato

La vicenda di Nagashibay Zhusupov ha fatto il giro del mondo e ha aperto un nuovo orizzonte ai produttori e agli appassionati della serie tv HBO. La ricostruzione degli eventi, in alcuni casi, ha rinnovato il dolore di chi ha vissuto – in prima persona – quei drammatici anni successivi all’esplosione della centrale nucleare nell’Unione Sovietica.

(Foto da archivio Ansa. Credit: Alexey Furman / Anadolu Agency)

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