Spending Review, il percorso di Laura Castelli e Massimo Garavaglia comincia già in salita

di Gaia Mellone | 20/04/2019

Spending Review, il percorso di Laura Castelli e Massimo Garavaglia comincia già in salita
  • Laura Castelli (M5S) e Massimo Garavaglia (Lega) sono stati nominati commissari alla spending review

  • L'obbiettivo è trovare 23 miliardi per evitare l'aumento dell'Iva

  • Il rapporto dell'UPT: «ulteriori riduzioni sono ardue»

L’obbiettivo è trovare 23 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva. È questo il diktat del governo che ha nominato i commissari alla spending review: Laura Castelli per il Movimento 5 Stelle e Massimo Garavaglia per Lega. Un cambio di tradizione, poiché nelle ultime legislature a ricoprire tale carica erano esperti e tecnici, e non politici. I due però incontrano ostacoli ancor prima di cominciare. L’ufficio parlamentare di bilancio ha infatti scritto nel suo rapporto che «ulteriori riduzioni saranno ardue da realizzare».

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Spending Review, l’Upb avverte: «arduo fare nuovi tagli»

Il governo punta tutto sui tagli per evitare l’aumento dell’Iva per il 2020, ma è più facile a dirsi che a farsi. E lo conferma anche l’Ufficio parlamentare di bilancio che nel rapporto sul Documento di economia e finanza definisce «ardua» la possibilità di fare ulteriori tagli. «Il reperimento di risorse finanziarie mediante revisione e riduzione della spesa – è scritto nel documento dell’Upb – è oggi più complesso rispetto a qualche anno fa dopo le manovre correttive di contenimento della stessa dell’ultimo decennio». L’Upb consiglia quindi di fare interventi «più mirati» che mirino alla «riqualificazione» più che «al taglio delle risorse». Lega e 5 Stelle invece, nella risoluzione di maggioranza del Def invocano interventi più efficaci proprio sul fronte della spending review.

Spending Review, il percorso di Laura Castelli e Massimo Garavaglia comincia già in salita

A Castelli e Garavaglia l’arduo compito di adottare, come scritto dal governo nella risoluzione, «un piano di razionalizzazione, riqualifica e di revisione della spesa pubblica». Non viene chiarito però dove si dovrà intervenire, ma le ipotesi sono gli ambiti delle amministrazioni pubbliche, degli enti pubblici e delle società controllate oppure, per fare una mossa politica, tagliare alcuni bonus delle legislature precedenti, come gli 80 euro di Renzi ai diciottenni. MA a 5 mesi dal Def, sarà difficile far quadrare il cerchio.

(credits immagine di copertina: ANSA/ANGELO CARCONI)