Arrestato l’ex senatore Sergio De Gregorio

di Enzo Boldi | 03/06/2020

Sergio De Gregorio

C’è anche il nome di Sergio De Gregorio tra le persone finte in manette questa mattina a Roma. L’operazione, effettuata dalla Squadra Mobile e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale, ha portato ai proivvdi 9 persone, tra cui anche l’ex senatore già famoso per il caso della compravendita di parlamentari che vide protagonista Silvio Berlusconi (prescritto per quell’accusa insieme all’imprenditore Valter Lavitola). Le accuse scaturite dall’inchiesta sono a vario titolo.

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L’operazione condotta dalla DDA di Roma hanno coinvolto nove persone. Le accuse mosse sono di estorsione a proprietari dei locali del centro di Roma, riciclaggio e autoriciclaggio di denaro. Tra i soggetti che sono state sottoposte a misura cautelare c’è anche l’ex senatore dell’Italia dei Valori (poi passato al Popolo delle Libertà) Sergio De Gregorio. Per lui, come misura preventiva, è scattato il carcere. Ancora non sono noti, nei dettagli, i capi di imputazione in cui sarebbe coinvolto l’ex parlamentare.

Sergio De Gregorio arrestato questa mattina a Roma

La Direzione Distrettuale Antimafia non ha solo arrestato Sergio De Gregorio, ma anche sequestrato – a titolo preventivo – valori per circa 480mila euro ad aziende che, secondo le accuse, sarebbero nate proprio per riciclare soldi provenienti da attività illecite.

La storia dell’ex senatore

In attesa di scoprire i dettagli dell’operazione, che saranno resi pubblici nel corso della giornata, il nome dell’ex senatore Sergio De Gregorio torna a comparire tra le pagine dei quotidiani. Eletto nel 2006 con l’Italia dei Valori, salì agli onori della cronaca per la vicenda della cosiddetta compravendita dei senatori per il suo passaggio al Popolo delle Libertà che fece cadere il governo Prodi. E fu lui stesso a confessare di aver ricevuto soldi, 3 milioni di euro, da Silvio Berlusconi per convincerlo a passare nel Popolo delle Libertà. La vicenda, però, si chiuse con la prescrizione della Corte d’Appello di Napoli e, nel 2017, con la conferma del reato prescritto da parte della Corte di Cassazione.

(foto di copertina: da Piazzapulita, La7)