Perché il sequestro del video Youtube di Gabriele Vagnato è destinato a fare storia
Nel monografico che abbiamo dedicato al sequestro preventivo di un video del creator Gabriele Vagnato (l'accusa è di diffamazione) abbiamo spiegato perché costituisce un unicum nella storia della giurisprudenza italiana

Perché il sequestro preventivo del video di Gabriele Vagnato per diffamazione merita attenzione? Abbiamo scelto di dedicare un monografico di Giornalettismo alla questione perché si tratta, a tutti gli effetti, di una prima volta in Italia. Una di quelle che aprono la strada a un modo diverso, a livello di giurisprudenza, di trattare le cause per possibile diffamazione a mezzo social.
Il caso di Gabriele Vagnato accusato di diffamazione a mezzo social
Abbiamo scelto, partendo dal caso e spiegando il perché della scelta del sequestro preventivo da parte del Tribunale di Riesame, di approfondire cosa dice la legge italiana sulla diffamazione a mezzo social. Di recente, inoltre, la Cassazione si è pronunciata in merito al reato di diffamazione a mezzo web sancendo che è dal giorno in cui l’immagine, la frase o il video offensivo vengono pubblicati che parte il periodo per stabilire il termine di prescrizione per presentare la denuncia del reato.
Si tratta anche del primo caso in cui l’Italia riesce a dialogare con Google avendo una serie di informazioni in merito al video e ottenendone l’oscuramento nel contesto in cui, finora, le Big Tech si sono sempre fatte scudo sfruttando il primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.
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(Immagine copertina: Foto IPP/Lauro Montagnini)