Quanto tempo ho per denunciare un contenuto che mi diffama pubblicato in rete?

Intercetto un contenuto che mi diffama sul web. Quanto tempo ho per denunciare la cosa? Una recente sentenza della Corte di Cassazione lo ha stabilito

16/03/2023 di Ilaria Roncone

Per la prima volta in Italia, grazie a un’inchiesta della Procura di Milano che ha visto il Tribunale del Riesame confermare il sequestro preventivo, il video Youtube reso oggetto di una denuncia per diffamazione è stato sequestrato preventivamente. Al provvedimento – che crea un precedente del quale bisognerà tenere conto – abbiamo scelto di dedicare il monografico di oggi di Giornalettismo per evidenziare cosa potrebbe cambiare da oggi in poi per quanto riguarda la diffamazione a mezzo internet. Il video in questione è quello caricato sul profilo Youtube del noto creator Gabriele Vagnato in cui, sostenendo di stare compiendo un «esperimento sociale», il giovane inseguiva inquadrandolo un uomo accusandolo – nel mentre – di aver rubato una bicicletta appositamente lasciata incustodita per strada.

Il video da 559mila visualizzazioni (facente parte di una serie di tre contenuti dedicati alla vicenda, gli altri due ancora visibili sul canale dell’accusato) dal titolo «L’inseguimento finale con il ladro che mi ha derubato —. Dentro la testa di un ladro Pt.2» è stato quindi sequestrato in via preventiva dando un peso degli illeciti che chi filma e diffama qualcuno, pubblicandolo su internet, commette. Di recente – con la sentenza del 16 gennaio 2023 n. 1370 – la quinta sezione penale della Cassazione ha stabilito che il delitto di diffamazione (il reato che si configura mediante la condotta di offesa della reputazione altrui) a mezzo web ha natura di reato istantaneo di evento. Cosa vuol dire e cosa cambia, nel procedimento, questa sentenza della Cassazione?

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Diffamazione a mezzo web, come è stato cambiato il termine di prescrizione per la denuncia del reato

A commentare la sentenza è stato Daniele Concavo, avvocato del Foro di Milano che opera nell’ambito del Diritto Penale e, in particolar modo, nell’ambito della tutela della reputazione personale e aziendale – tra le pagine del portale specializzato Diritto dell’Informazione. Ciò che è stato stabilito in quella sede, in sostanza, è che dal momento in cui la frase, l’immagine o il video lesivo della dignità di una persona diventa fruibile da terze persone, proprio da lì parte il periodo per stabilire il termine di prescrizione del reato.

Come spiega l’avvocato, «la consumazione del delitto di diffamazione coincide con l’inserimento nel web del documento diffamatorio, perciò da tale momento, ai sensi dell’art. 158, co. 1, c.p., inizia a decorrere il termine di prescrizione del reato». Siamo di fronte a diffamazione, che viene classificato come «reato di evento», quando i terzi percepiscono l’insulto, quindi – se stiamo sul web – nel momento in cui il collegamento all’ingiuria viene attivato.

Il “dies a quo” (ovvero il giorno da cui decorre il termine del reato), secondo quanto stabilito, è quello in cui il contenuto viene pubblicato o una data prossima a quella e – da quel momento – si iniziano a conteggiare i 3 mesi entro cui va fatta la denuncia per diffamazione su web.

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