Matteo Salvini e la proposta difficile da applicare : «Crediti formativi agli studenti che donano il sangue»

di Gaia Mellone | 14/06/2019

  • Matteo Salvini da anni promuove la sensibilizzazione alla donazione del plasma

  • Nella giornata del donatore di sangue la proposta: incentivare gli studenti a donare, magari con crediti formativi

  • Non si può fare per diversi motivi, molti legati alla discriminazione

Matteo Salvini è un acuto sostenitore della donazione del sangue. Fin dagli albori della sua carriera politica postava la sua foto con gli aghi nel braccio, accompagnate da slogan che adesso ci sono familiari. Come nel 2015 quando scrisse «Donazione di sangue fatta! Non mi interessa chi aiuterò, un bianco o un nero, un milanese o un giapponese, da cittadino mi interessa aiutare qualcuno che ha bisogno. Da politico invece, è mio dovere aiutare prima gli italiani». Gli anni sono passati, ma le buone intenzioni del vicepremier no, e nella giornata del donatore di sangue rilancia una proposta: «Dare crediti formativi agli studenti che donano il sangue».

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Matteo Salvini e la proposta: «Crediti formativi agli studenti che donano il sangue»

Matteo Salvini vuole incentivare i giovani che donano il sangue, magari attraverso il riconoscimento di crediti formativi. Il capo del Viminale lo ha dichiarato durante un intervento e poi lo ha scritto anche su Facebook: è sua intenzione proporre al ministro Marco Bussetti di introdurre «agevolazioni per chi dona il sangue, nei licei e nelle università». Peccato che non si possa fare.

Matteo Salvini e i cfu per i donatori: «Obbligatoria sarebbe una forzatura»

Salvini ha detto di aver considerato anche di rendere la donazione del sangue una pratica obbligatoria, ma di essersi reso conto che si tratterebbe di una «forzatura, per cui ho scartato l’idea». Peccato che anche premiare gli studenti donatori sia una forzatura: si tratta di una discriminazione a diversi livelli. Innanzitutto, come hanno fatto notare anche molti follower di Salvini sulla sua pagina Facebook, gli studenti andrebbero premiati per i loro meriti nello studio, non certo per le buone azioni. Del resto, come ha detto anche Salvini stesso:«Ai tempi per l’esame di Letteratura italiana avrei donato tre litri di sangue pur di avere qualche credito». In secondo luogo, discriminerebbe tutti quegli studenti che non possono donare il plasma, perché affetti da foibe – anche se il leader del Carroccio dice che servirebbe proprio a convincere «chi ha paura dell’ago» – ma sopratutto affetti da malattie che lo impediscono, come le malattie cardiovascolari o per coloro che non hanno il peso minimo necessario. Ci sono limitazioni temporali alla donazione del sangue anche per chi ha avuto per vaccinazioni, patologie infettive, o ha assunto alcune medicine, mentre sono completamente escluse persone che siano  positive ai test per HIV, epatite B e C, malattie croniche. La lista degli esclusi è lunga, e forse Matteo Salvini avrebbe dovuto leggerla con più attenzione durante una delle sue donazioni.

 

(credits immagine copertina: ANSA/FLAVIO LO SCALZO)