Quando sono i rimorchiatori Eni a salvare i migranti, non c’è la Capitana con cui prendersela

di Redazione | 27/06/2019

rimorchiatori Eni
  • L'Asso 25, rimorchiatore Eni, è sbarcato a Pozzallo il 7 giugno con 62 migranti a bordo

  • In quel caso, il Viminale è stato più che collaborativo

  • Che differenza c'è, allora, con la Sea Watch?

Forse – ed è l’unica cosa che ci può consolare – accusare di disumanità questo governo non ha senso, non regge. Ci sono migranti e migranti, pare, per Matteo Salvini. Quelli che sono destinati a finire su tutti i giornali, come i 42 della Sea Watch 3, messi lì a bagnomaria per quasi 15 giorni e quelli che sbarcano silenziosamente sulle coste italiane: gli sbarchi clandestini sulle scialuppe e quelli autorizzati proprio dal Viminale, perché portati a compimento da uno dei rimorchiatori Eni.

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Il caso dell’Asso 25, uno dei rimorchiatori Eni

Il caso dell’Asso25 è emblematico. Il rimorchiatore, infatti, è sbarcato a Pozzallo il 7 giugno scorso con 62 migranti a bordo. Correttamente, il capitano della nave – incrociando la richiesta d’aiuto di Alarm Phone – ha preso a bordo le persone in difficoltà nel Mediterraneo e le ha portate tranquillamente a riva, dopo un’azione di coordinamento con il Viminale e con le autorità maltesi. Nessuno ha battuto ciglio, allora. Anzi: il Viminale – ministero guidato da Matteo Salvini – ha anche espresso soddisfazione per l’operazione: «Questa operazione – si è detto allora – conferma la doverosa attenzione per la tutela della vita umana, la proficua collaborazione con Malta e l’assenza di pregiudizi nei confronti di navi private che accettano il coordinamento degli Stati».

Che differenza c’è tra i rimorchiatori Eni e la Sea Watch 3

E quindi? Che differenza c’è tra i 62 della Asso 25 e i 42 della Sea watch 3? L’unico discrimine sta nella natura dell’imbarcazione. La nave di una ong, lo strumento migliore – per la propaganda politica – per spendere qualche parola e racimolare consensi. C’è anche il bersaglio facile, quello della Capitana Carola Rackete, contro cui scagliarsi: «sbruffoncella» e video su Facebook in diretta per attaccarla.

Ma la sostanza della politica sull’immigrazione di Matteo Salvini cambia profondamente: intransigente con gli sbarchi da navi delle ong, collaborativo quando si tratta di navi di compagnie private, permissivo quando – nel silenzio generalizzato dei media – gli sbarchi fantasma con i gommoni e le imbarcazioni di fortuna raggiungono le coste italiane. Gli elettori che hanno creduto alla tolleranza zero, traggano le opportune conseguenze.

FOTO: ANSA/FRANCESCO RUTA

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