Pensava che la tabaccaia lo stesse truffando al Lotto. E lui la decapita

di Redazione | 01/08/2019

Reggio Calabria

La ludopatia, la malattia del gioco, può anche avere effetti estremi, non soltanto per la persona che ne è affetta, ma anche per chi gli sta incontro. La storia accaduta a Reggio Calabria ha dei tratti inquietanti. Un uomo di 43 anni, Billy Jay Sicat, ha ucciso la tabaccaia dell’esercizio commerciale dove si recava spesso per giocare o per scommettere. Ha aspettato il momento della chiusura e si è introdotto nel negozio con un lungo e affilato coltello: con questa mannaia ha praticamente decapitato la donna che lavorava lì.

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Delitto Reggio Calabria, uomo di 43 anni uccide una tabaccaia

L’uomo era convinto che la donna lo stesse truffando e che la motivazione delle sue ripetute sconfitte al gioco fosse da ricercare nel comportamento della tabaccaia. L’uomo aveva previsto tutto: aveva portato con sé una maglietta pulita per cambiarsi dopo il delitto e aveva cercato di manomettere anche il sistema di video-sorveglianza.

Il problema di ludopatia dell’assassino

Senza avere successo. Proprio le telecamere, infatti, lo hanno ripreso e lo hanno reso riconoscibile: l’uomo di 43 anni aveva un grosso tatuaggio sull’avambraccio che ne ha permesso la pressoché immediata identificazione. Il corpo della donna, una signora di 66 anni, è stato trovato all’interno dell’androne del palazzo in cui viveva.

In questi giorni, Billy Jay Sicat aveva ripreso a giocare in maniera compulsiva, in virtù anche dell’alto jackpot previsto dal Super Enalotto (che, in questo momento, è il più alto al mondo). Secondo l’immagine che si era costruito, i motivi delle sue ripetute sconfitte sarebbero stati da imputare tutti alla 66enne. Per questo, si è voluto vendicare di lei in maniera brutale.

FOTO: ANSA