Il senatore M5S Elio Lannutti diffonde la bufala antisemita dei Protocolli dei Savi di Sion

di Gianmichele Laino | 21/01/2019

Protocolli dei Savi di Sion
  • Un tweet del senatore M5S Elio Lannutti ha scatenato proteste politiche

  • Su Twitter ha condiviso un articolo in cui si parla dei Protocolli dei Savi di Sion

  • Accusato di antisemitismo, sono state chieste a gran voce le dimissioni. Il parlamentare si è poi scusato

È una delle più antiche bufale della storia. Il cui falso – tra l’altro – è stato ampiamente documentato e dibattutto. Oltre a essere una fake news, quella dei Protocolli dei Savi di Sion ha anche l’ulteriore difetto di essere uno dei prodotti più fastidiosi dell’antisemitismo. Nonostante ciò, un senatore della Repubblica – l’esponente del M5S Elio Lannutti – non esita a diffonderla sui social network. Lo fa su Twitter, condividendo un articolo che parla di questa vecchia storia e che tratta la genealogia di tutte le famiglie ebree più famose della storia. Diversi esponenti delle opposizioni chiedono chiarezza: Emanuele Fiano vorrebbe le scuse del Movimento 5 Stelle, altri hanno avanzato la richiesta di dimissioni per Lannutti.

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Protocolli dei Savi di Sion, la bufala diffusa da Elio Lannutti del M5S

L’articolo in questione è stato scritto sul portale saper-link-news.com. Si intitola «Le 13 famiglie che comandano il mondo». È un mix di antisemitismo, di complottismo e di esoterismo. Insomma, non proprio un contenuto a cui un rappresentante delle istituzioni dovrebbe fare da cassa di risonanza. Invece, Elio Lannutti lo presenta anche: «Gruppo dei Savi di Sion e Mayer Amschel Rothschild, l’abile fondatore della famosa dinastia che ancora oggi controlla il Sistema Bancario Internazionale,portò alla creazione di un manifesto: “I Protocolli…». Poi, il limite dei caratteri di Twitter ci impedisce (e forse è un bene) di comprendere il resto del pensiero di Elio Lannutti.

In realtà, il copy del tweet altro non è che una frase contenuta all’interno dell’articolo. Che parla anche di altro. Ma è curioso che Lannutti voglia mettere l’accento proprio sui Protocolli dei Savi di Sion. Questo documento, com’è noto, è un falso di inizio Novecento, prodotto nella Russia zarista per alimentare l’odio nei confronti degli ebrei. Questi documenti attesterebbero un disegno, un complotto, da parte di questi ultimi per impadronirsi del mondo.

Protocolli dei Savi di Sion, cosa sono

L’attendibilità di questo documento era già dubbia in Russia (si diffusero contestualmente alla nascita dei movimento rivoluzionari, con lo scopo di screditarli), ma venne confutata definitivamente dal Times nel 1921: in un articolo, venivano contestati punto per punto tutti gli aspetti di questa teoria che si rivelò essere una sorta di centone di precedenti opere di satira politica e di saggistica, che nulla avevano a che fare con gli ebrei. Nonostante ciò, la storia dei Protocolli dei Savi di Sion periodicamente torna a circolare, alimentata soprattutto dalla campagna complottista di estrema destra.

Diversi esponenti del mondo della politica e del giornalismo, in queste ultime ore, stanno sollevando la propria protesta contro il tweet del senatore Lannutti:

Diversi oppositori politici di Lannutti ne hanno chiesto le dimissioni da senatore. E in un video, l’esponente del Partito Democratico Emanuele Fiano ha sollecitato il Movimento 5 Stelle a prendere le distanze dal proprio esponente.

«Per twittare un suo pensiero sul sistema bancario nel mondo – ha detto Fiano – un senatore della Repubblica ha utilizzato il testo dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion. Un testo che veniva utilizzato dal nazismo. Tutte cose false che sono state dimostrate false e che sono utilizzate nel mondo dagli odiatori degli ebrei. Vergognati, Lannutti, e vergognatevi voi del Movimento 5 Stelle che non avete aperto bocca per condannare questo rigurgito di antisemitismo».

Le scuse di Lannutti: «Non volevo offendere»

Aggiornamento:

In tarda serata Lannutti si è scusato. «Ieri – ha scritto il senatore M5S in un post su Facebook – ho pubblicato un link sui banchieri Rothschild, senza alcun commento. Poiché non avevo alcuna volontà di offendere alcuno, tantomeno le comunità ebraiche od altri, mi scuso se il link ha urtato la sensibilità. Condividere un link non significa condividere i contenuti, da cui comunque prendo le distanze. Ci tengo a sottolineare che non sono, né sarò mai antisemita».