Prescrizione, approvato il disegno di legge sulla riforma del processo penale anche senza Italia Viva

di Gaia Mellone | 14/02/2020

  • Il Cdm ha approvato il disegno di legge sulla riforma del processo penale

  • Approvato anche il lodo Conte Bis

  • Assenti al tavolo le ministre di Italia Viva

Dopo tanto discutere, colpire, andare avanti e indietro, la disegno di legge sulla riforma del processo penale è stato approvato dal Consiglio dei Ministri riunitosi nella serata di giovedì 13 febbraio. Come aveva anticipato, e confermato, Matteo Renzi, Italia Viva non ha partecipato per esprimere la sua contrarietà alla norma sulla prescrizione, il cosiddetto “Lodo Conte Bis”.

Il disegno di legge sulla riforma del processo penale è stato approvato anche senza Italia Viva

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Lo strappo tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi è evidente: il Presidente del Consiglio ha accusato Italia Viva di fare opposizione «maleducata», e il leader del partito ha risposto che semplicemente si era in disaccordo, e che «non siamo noi l’opposizione». C’è addirittura chi parla di una possibile crisi di governo, tanto che Conte avrebbe chiamato al Quirinale: l’indicazione, nel caso si dovesse aprire una nuova crisi, sarebbe quella di non tornare alle urne prima dell’autunno.

Cos’è il Lodo Conte Bis e come cambia la prescrizione

Nel frattempo però continua l’iter del disegno di legge della riforma del processo penale che, secondo le intenzioni e le speranze di Alfonso Bonafede, dovrebbe portare i tempi dei processi per tutti i gradi di giudizio ad un massimo di 4 anni. Nonostante l’assenza delle ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti, il Cdm ha infatti dato l’approvazione. È passato anche il “Lodo Conte Bis”, termine coniato dal nome di Federico Conte, deputato di Liberi e Uguali, che prevede nelle modifiche sulla prescrizione. Questa infatti verrebbe bloccata bloccata dopo una sentenza di primo grado in caso di condanna; i tempi di prescrizione, secondo il lodo Conte Bis, dovrebbero essere recuperati laddove, dopo una condanna in primo grado, ci sia un’assoluzione in secondo grado. Nel caso in cui invece ci fossero due condanne in primo grado e in appello, la prescrizione verrebbe automaticamente bloccata.

Ed è su questa norma che si era acceso il forte dibattito: se Leu, Pd e Movimento 5 Stelle erano riuscite a mettersi d’accordo, Italia Viva ha deciso di distaccarsene, non presentandosi al tavolo del Consiglio dei Ministri. «Per una forza politica è sempre una sconfitta decidere deliberatamente di non sedersi a un tavolo» aveva dichiarato Giuseppe Conte, puntando poi il dito contro Matteo Renzi: «Italia Viva ci dica cosa vuole fare, lo deve chiarire non solo a me ma anche al Paese».

(CRedits immagine di copertina: fermo immagine video Facebook Giuseppe Conte)