Il PD propone un contributo di solidarietà da parte di chi ha redditi superiori a 80 mila euro annui

10/04/2020 di Ilaria Roncone

La crisi economica che sta colpendo il paese a causa delle misure di contenimento del coronavirus si traduce in «famiglie che in questi giorni non hanno risorse sufficienti per provvedere all’acquisto nemmeno dei beni di prima necessità: c’è un rischio povertà per un ulteriore milione di bambini». Questo hanno sottolineato Delrio e Melilli, portavoce della proposta del Pd alla Camera. L’idea è quella di creare una tassa di solidarietà che chi percepisce redditi più alti dovrà versare allo stato per contrastare la povertà in questo periodo di emergenza. Una richiesta di contributo a coloro che hanno più di tutti, i quali dovrebbero scendere in campo per aiutare chi ha meno di tutti.

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Per il PD chi ha di più dovrebbe dare a chi ha di  meno

La proposta toccherebbe tutti coloro che hanno redditi superiori a 80 mila euro l’anno. I più ricchi si troverebbero a versare «un contribuito di solidarietà che inciderà sulla parte eccedente tale soglia» – quindi solo sulla somma guadagnata oltre gli 80mila euro – e che sarà deducibile. Il risultato sarebbe quindi una platea di persone agiate che versa «da alcune centinaia di euro fino a decine di migliaia per redditi superiori al milione». L’entrata complessiva di questo provvedimento è stata calcolata a «1,3 miliardi annui».

Un paese solidale come l’Italia dovrebbe riflettere su questo tema

L’invito del Partito Democratico è quello, per «un grande e solidale paese come l’Italia», di «porsi il tema di come le classi dirigenti e coloro che dispongono di redditi elevati debbano essere chiamati a contribuire a favore di chi non ce la fa». La somma versata dovrebbe rispettare i criteri di progressività così come sono sanciti dalla Costituzione e dovrebbe interessare i più ricchi del nostro sistema economico. Una proposta che richiama quella fatta dalle Sardine qualche giorni fa: l’idea sarebbe quella di istituire una sorta di fondo di garanzia grazie al contributo di tutti i cittadini.

L’accusa di Toti: «Un modo per affossare anche coloro che per ora riescono a sopravvivere»

Com’era immaginabile la proposta ha scatenato immediatamente le proteste di alcuni partiti, Forza Italia in testa. Giovanni Toti, ex Forza Italia e governatore della regione Liguria, ha definito la proposta come «una tassa in più per i redditi medio-alti, un modo per affossare anche coloro che per ora riescono a sopravvivere». La capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini, ha definito il contributo di solidarietà una «Corontassa», ipotizzando che il calcolo per stabilire la somma da versare verrebbe fatto «con la prossima dichiarazione dei redditi, relativa cioè al 2019, anno nel quale professionisti e partite Iva hanno fatturato e guadagnato regolarmente: tanti che oggi non lavorano dovrebbero anche pagare». Anche il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, ha avuto da ridire su Twitter.


(Immagine Pixabay da webtv.camera.it)

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