È arrivata la polizia a interrompere il flash mob con il clacson di Francesca Donato contro il Mes | VIDEO

di Gianmichele Laino | 10/04/2020

Polizia Francesca Donato
  • Francesca Donato aveva annunciato un singolare flashmob contro il Mes

  • Mentre suonava il suo clacson, sono intervenute le forze dell'ordine

  • L'eurodeputata della Lega ha interrotto la diretta

Non è finita benissimo la protesta di Francesca Donato contro il Mes. L’europarlamentare antieuropeista della Lega aveva organizzato un flashmob intorno a mezzogiorno, nonostante il periodo di autoisolamento causato dall’emergenza coronavirus. L’esponente leghista aveva chiesto ai suoi followers di scendere in strada e suonare il clacson della propria automobile per protestare contro la decisione dell’Eurogruppo di ieri, che ha dato il via libera all’impiego di un Mes-light per fronteggiare la crisi economica che inevitabilmente sta incombendo sul continente dopo queste fasi di blocco produttivo.

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Polizia Francesca Donato, l’interruzione del flashmob

Polizia Francesca Donato, l’intervento degli agenti

Mentre Francesca Donato stava comunicando la linea leghista in diretta Facebook suonando il clacson in maniera ininterrotta per cinque minuti subito dopo mezzogiorno, è infatti arrivata una pattuglia delle forze dell’ordine che si è avvicinata all’eurodeputata leghista e che le hanno chiesto conto di quello che stava facendo: «Ha finito di suonare?» – si sente in sottofondo, mentre la Donato si stava affrettando a interrompere la diretta: «Mi devo fermare – ha detto l’europarlamentare – perché, com’era prevedibile, è arrivata la polizia e devo dare spiegazioni su quello che sto facendo».

Francesca Donato ha sposato la linea della Lega che sta continuando a ripetere come l’Europa stia ingannando l’Italia con lo strumento del Mes. Ma è opportuno ricordare ancora una volta che non è stato firmato alcun documento e che il Mes di cui si è discusso ieri all’Eurogruppo è senza condizionalità per quanto riguarda le spese sanitarie pari al 2% del pil dei vari Paesi membri. Insomma, una cosa molto diversa rispetto alla stretta creditizia che il fondo salva stati impone quando ci troviamo di fronte a crisi economiche strutturali.