Il Parlamento europeo ha approvato il caricabatterie unico

L'idea alla base della proposta è quella di evitare l’eccessiva produzione di rifiuti elettronici

04/10/2022 di Giordana Battisti

Il Parlamento europeo con sede a Strasburgo ha approvato in via definitiva la legislazione che permetterà ai consumatori di utilizzare un unico caricabatterie per tutti i dispositivi elettronici di piccole dimensioni. Entro la fine del 2024, tutti gli  smartphone e tablet venduti nel mercato europeo dovranno essere dotati di una porta di ricarica di tipo USB-C mentre a partire dalla primavera 2026 l’obbligo si estenderà anche ai computer portatili. Il testo legislativo è stato approvato con 602 voti favorevoli, 13 contrari e 8 astensioni.

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La proposta della Commissione europea e la contrarietà di Apple al caricabatterie unico 

La proposta della Commissione europea per ottenere il caricabatterie unico risale allo scorso anno. L’idea alla base della proposta è quella di evitare l’eccessiva produzione di rifiuti elettronici ma la proposta di legge risponde anche all’esigenza di tutelare i consumatori, che ogni volta che acquistano un nuovo smartphone sono costretti a pagare anche per il nuovo caricabatterie all’interno della confezione. Apple, multinazionale statunitense che produce sistemi operativi, smartphone, computer e dispositivi multimediali, con sede a Cupertino, in California, si era da subito opposta fortemente al caricabatterie unico. Secondo Apple, questa omologazione andrebbe a «soffocare l’innovazione anziché incoraggiarla, il che a sua volta danneggerà i consumatori in Europa e nel mondo».

La Commissione europea, con sede a Bruxelles, vorrebbe anche migliorare la durata della batteria di smartphone e tablet e aumentare la disponibilità e l’accessibilità dei pezzi di ricambio. Nella bozza di proposta di legge si legge che le autorità di regolamentazione europee vorrebbero costringere i produttori di telefoni a fornire almeno 15 parti diverse a riparatori professionisti per almeno 5anni dopo la prima messa in vendita di un certo modello di dispositivo. Migliorare la riparabilità di smartphone e tablet consentirebbe di ridurre l’impronta di carbonio dovuta alla loro produzione in tutta Europa. Inoltre, costringere i produttori a realizzare prodotti più durevoli e più facili da riparare dovrebbe ridurre la quantità di rifiuti elettronici, migliorare i tassi di riciclaggio e il riutilizzo dei materiali necessari per fabbricare i dispositivi elettronici.

 

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