Papapix è la piattaforma che vuole restituire dignità ai contenuti giornalistici

Alan Fiordelmondo ha spiegato questo nuovo progetto

20/04/2021 di Gianmichele Laino

Sul suo profilo Instagram, da qualche giorno, è comparso un fotomontaggio di Aldo Moro insieme a Mario Moretti, capo delle Brigate Rosse. È lui, chiaramente, il vero soggetto catturato dall’occhio del fotografo. L’enigma serve al noto fotoreporter Alan Fiordelmondo, che ha ideato la piattaforma Papapix, per lanciare la notizia di una grande innovazione a livello internazionale. Al momento top secret: «Posso solo dire – svela ai microfoni di Giornalettismo – che la fotografia è collegata a una innovazione che Papapix impiegherà a partire dai prossimi giorni. Saremo sicuramente i primi a livello internazionale a fare una cosa del genere. Vi invito a concentrarvi sul cestino alla sinistra della foto».

 

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Papapix è il nuovo progetto per creators con taglio giornalistico

Già, perché il fulcro è sempre Papapix. Si tratta di una vera e propria innovazione nel panorama del giornalismo italiano. Si tratta di una piattaforma aperta a fotografi, videomakers e giornalisti che potranno caricarvi i propri contenuti di interesse giornalistico. Gli utenti, pagando un abbonamento mensile (ma i primi tre giorni di prova sono gratuiti), potranno trovare al suo interno contenuti che non saranno pubblicati su nessun altro mezzo di comunicazione.

«Ho pensato a qualcosa di alternativo nel mondo editoriale per fotografi, giornalisti e videomaker – ci dice Alan Fiordelmondo -. Ho preso coscienza del decadimento dal punto di vista economico del contenuto e del prodotto che viene realizzato da queste tre figure professionali. Ho iniziato a pensare a un’alternativa per stimolare colleghi, amici e persone che potevano essere raggiunte da questo progetto con una piattaforma che potesse offrire contenuti trasversali (dalla cronaca ai reportage, passando per lo sport, per arrivare al gossip, transitando per gli articoli giornalistici): un grande bacino per abbracciare tutto il mondo editoriale». 

L’obiettivo è quello di ridare dignità al contenuto e a chi lo crea, basandosi esclusivamente sul merito (che in questo caso consiste nel numero di visualizzazioni raccolte da quel contenuto): «Innanzitutto – prosegue -, la piattaforma è stata realizzata e la sua creazione è stata comunicata alle varie categorie annoverate nel progetto. Su Papapix non c’è una linea editoriale: l’unica linea editoriale è il decoro e l’etica giornalistica. Ognuno può caricare i contenuti che desidera, purché siano di natura giornalistica. L’utente accede al contenuto attraverso un pagamento mensile (3,99 euro, all’inizio, poi si arriverà al prezzo finale di 5,99 euro). I contributors verranno pagati sulla base delle visualizzazioni che il suo contenuto produrrà. Il 70% dei ricavi dall’abbonamento verranno redistribuiti su base meritocratica, in base alle visualizzazioni. I pagamenti verranno effettuati a fine mese».

Il modello del progetto

Si tratta di un modello che, in realtà, è alla base di diverse piattaforme per creators (pensiamo ad esempio a Patreon), ma che ha delle sue peculiarità. Innanzitutto il focus su contenuti di natura giornalistica, ma poi c’è anche un altro elemento che contraddistingue Papapix: «La differenza è che il contributor partecipa collettivamente alle visualizzazioni: non c’è un account specifico su cui vedere il proprio contenuto; al contrario si fa parte di una comunità che partecipa tutta insieme alla valorizzazione dei singoli contenuti. È una grande cooperativa dove però non ci sono presidenti: sono tutti allo stesso livello. Noi non abbiamo pubblicità, il business model si basa solo sugli abbonamenti. La pubblicità potrà essere in futuro inserita se accetterà di comprare degli abbonamenti. Abbonamenti che, ad esempio, potrebbero essere acquistati anche dalle testate giornalistiche».

Un progetto aperto, dunque, dove l’unione dovrebbe fare la forza: «Immagino una serie di contenuti ideali per Papapix. Ad esempio un contenuto che tu possa avere anche visto da qualche altra parte, ma che qui tu possa rivedere e approfondire con un’altra angolazione o con maggiore materiale. Penso ai servizi fotografici venduti ai settimanali: i fotografi scattano anche 40 foto, mentre sul settimanale ne vengono pubblicate 4. Su Papapix si potranno vedere tutte le altre. Ma su questa piattaforma immagino anche un contenuto che non vedrai da nessuna altra parte. Soprattutto conto molto su materiali che vadano ad abbracciare il mondo dei giovani: il motivo che ha spinto i giovani a non recarsi nelle edicole è stato il fatto che non c’è stato un linguaggio che li ha favoriti. Penso, quindi, a contenuti non in linea con le aspettative: il creator di YouTube o l’influencer su TikTok ripresi o intervistati. Fotografi e giornalisti dovranno uscire nelle strade per scattare e riprendere figure nuove, diverse rispetto ai “soliti” personaggi del mondo dello spettacolo». 

L’obiettivo, quindi, è quello di raggiungere un numero significativo di abbonati che, al momento, permetteranno di finanziare fino a 70-80 contributors. L’aumento degli abbonati potrà permettere l’accesso alla piattaforma anche di altri giornalisti, videomaker e fotografi.  «Come tutte le attività che operano nel mondo digitale – conclude Fiordelmondo -, il mercato digitale è un mercato che scala. Se sfruttato nel modo adeguato, può progredire molto. Mi aspetto nel medio termine di arrivare alla quota di 20/30mila abbonati per sostenere circa 70-80 contributors».

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