Papa Francesco dice che i sovranisti lo preoccupano perché fanno discorsi come Hitler

di Gianmichele Laino | 09/08/2019

Papa Francesco

Papa Francesco si scaglia contro i sovranisti. Il pontefice, nel corso di un’intervista a La Stampa a Domenico Agasso Jr, al rientro dalla pausa estiva, si intromette nel dibattito politico, con parole che hanno un peso molto forte. Non è un caso che spesso Matteo Salvini lanci delle frecciatine alla Santa Sede, che in questo momento ha un papa che è improntato all’accoglienza e al rispetto dello straniero. Non è un caso che Bergoglio non abbia ancora messo in programma una visita del ministro dell’Interno che, da quando ricopre quell’incarico, non ha ancora messo piede in Vaticano.

Papa Francesco contro il sovranismo

Forse perché Salvini si professa sovranista. E Francesco ha questa idea dei sovranisti: «‘Prima noi. Noi… noi…’: sono pensieri che fanno paura. Il sovranismo è chiusura. Questo tipo di pensiero – ha detto Papa Francesco a La Stampa – mi fa paura. I loro discorsi sono simili a quelli che Hitler faceva negli anni Trenta».

Papa Francesco contro i populismi

Secondo il Pontefice, c’è una conclusione inevitabile per chi professa un pensiero sovranista: «Il sovranismo è un’esagerazione che finisce male sempre: porta alle guerre – ha detto Bergoglio -. Allo stesso tempo, anche il populismo è dannoso. Una cosa è che il popolo si esprima, un’altra è imporre al popolo l’atteggiamento populista. Il popolo è sovrano (ha un modo di pensare, di esprimersi e di sentire, di valutare), invece i populismi ci portano a sovranismi: quel suffisso, “ismi”, non fa mai bene».

Le parole di Bergoglio sembrano essere cucite su misura per il nuovo governo che si è appena concluso: da un lato c’era il sovranismo di Matteo Salvini, dall’altro il populismo del Movimento 5 Stelle. Entrambe, quindi, rappresentavano una deviazione. Curioso che le parole del Santo Padre – ovviamente la tempistica era già stata concordata tempo fa e nulla ha a che fare con la crisi di governo – arrivino proprio in queste ore.

In conclusione, non poteva mancare un pensiero ai migranti: «Ricevere è anche un compito cristiano, evangelico. Le porte vanno aperte, non chiuse – ha detto Francesco -. Gli immigrati arrivano soprattutto per fuggire dalla guerra o dalla fame, dal Medio Oriente e dall’Africa. Sulla guerra, dobbiamo impegnarci e lottare per la pace. La fame riguarda principalmente l’Africa. Il continente africano è vittima di una maledizione crudele: nell’immaginario collettivo sembra che vada sfruttato. Invece una parte della soluzione è investire lì per aiutare a risolvere i loro problemi e fermare così i flussi migratori».

FOTO: ANSA/ OSSERVATORE ROMANO