La vittoria dei secondi: dopo il Parlamento Europeo, il Pd ha anche il commissario

di Gaia Mellone | 05/09/2019

La vittoria dei secondi: dopo il Parlamento Europeo, il Pd ha anche il commissario
  • Paolo Gentiloni è il nuovo commissario europeo

  • Una nuova vittoria per il Partito Democratico, eterno secondo

  • Un altro dem in Europa dopo David Sassoli

Pur essendo l’eterno secondo, il Partito Democratico non può lamentarsi, almeno per quanto riguarda il panorama europeo. Dopo l’elezione di David Sassoli a presidente del Parlamento Europeo, ora i dem possono vantare un altro dei “suoi” nei rapporti con l’Unione Europea, grazie alla nomina di Paolo Gentiloni a commissario europeo.

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La vittoria dei secondi: dopo il Parlamento Europeo, il Pd ha anche il commissario

Il Partito Democratico alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 si assestò come secondo partito. Al governo con il Movimento 5 Stelle ci andò però il terzo partito, La lega, che aveva ottenuto alla Camera un 17,4% contro il 18,9% del Pd. Eppure ora da secondi i dem siedono a fianco dei 5 stelle per il nuovo governo Conte 2, battezzato infatti come giallorosso. Ma le vittorie a scoppio ritardato non sono solo a livello nazionale, ma anche europeo, e la nomina di Gentiloni ne è la conferma.

Alle elezioni europee a stravincere fu la Lega con il 34,26%, seguito a ruota proprio dal Partito Democratico con il 22,74%. Eppure, ad essere nominato presidente del Parlamento Europeo è stato il dem David Sassoli, giornalista che da gennaio 2014 fino a luglio 209 aveva ricoperto il ruolo di vicepresidente. Con 345 voti al secondo scrutinio, Sassoli ha preso il posto di Antonio Tajani. Ora i dem possono contare su un altro asset per quanto riguarda i rapporti con l’Ue. Paolo Gentiloni, ex presidente del Consiglio, è stato infatti nominato commissario europeo. Un ruolo difficile in questo momento in cui i rapporti tra l’Italia e il vecchio continente sono messi a dura prova: i terreni di scontro sono tanti, dall’immigrazione e accoglienza fino alle manovre economiche, passando per le affermazioni dell’ex vicepremier in chiave anti-europea. Il Partito Democratico ha quindi ottenuto nella trattativa con il Movimento 5 Stelle un ruolo di spicco e respiro internazionale, forse a discapito di qualche ministero interno. Una «ottima scelta per l’Italia che torna protagonista in Europa» ha commentato via twitter il segretario del Pd Nicola Zingaretti, confermando l’intenzione dei dem di rinsaldare i rapporti con l’Ue. Un percorso che inizierà già domani, quando Gentiloni incontrerà la presidente Ursula Von Der Leyen, che su twitter si è detta «entusiasta» di aver ricevuto tutte le nomine e di non vedere l’ora «di mettere insieme un collegio ben equilibrato».

 

(Credits immagine di copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI)