Omicidio Luca Sacchi, i legali della famiglia: «Ucciso per aver scoperto qualcosa di losco»

di Gaia Mellone | 22/11/2019

Omicidio Luca Sacchi, i legali della famiglia: «Ucciso per aver scoperto qualcosa di losco»
  • Luca Sacchi è stato ucciso lo scorso 23 ottobre con un colpo da pistola alla testa

  • Restano ancora da chiarire molti dettagli della vicenda

  • Secondo i legali dei genitori il ragazzo «aveva scoperto qualcosa»

Restano ancora da chiarire molti dettagli della vicenda che ha portato all’uccisione di Luca Sacchi, il personal trainer di 24 anni ucciso da un colpo di pistola alla testa vicino al John Cabot Pub,  a Roma. I legali dei genitori avanzano una nuova ipotesi: il ragazzo sarebbe stato ucciso perché aveva scoperto «qualcosa».

Omicidio Luca Sacchi, i legali della famiglia: «Ucciso per aver scoperto qualcosa di losco»

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Se ne sono dette di tutti i colori in merito alla morte di Luca Sacchi: che stava solo difendendo la fidanzata Anastasia Kylemnyk da uno scippo, che stava incontrando dei pusher per diventare a sua volta spacciatore, che sia stato vittima di un raggiro. Ad alimentare le congetture sono i dettagli che ancora mancano nella ricostruzione: i soldi nello zainetto della ragazza, le dichiarazioni dei pusher, la sparizione della fidanzata, che risulta irreperibile da giorni. I legali della famiglia del ragazzo però avanzano una nuova ipotesi. «Luca poteva aver scoperto qualcosa o essere rimasto vittima di uno scambio di persona» hanno dichiarato gli avvocati Armida Decina e Paolo Salice durante la trasmissione Porta a Porta, evidenziando anche alcuni punti mancanti della ricostruzione della tragica sera del 23 ottobre scorso. «Se Luca è stato colpito da una mazza da baseball e ha diversi lividi, perché Anastasia non ha nemmeno un graffio? – hanno incalzato dal salotto televisivo di Bruno Vespa- Chiediamo venga prelevato un campione genetico alla ragazza».

L’appello del padre ad Anastasya: «È il momento di parlare»

Ospite della trasmissione era anche il padre di Luca Sacchi, Alfonso. Provato dalla vicenda, l’uomo ha raccontato di aver sognato il figlio per la prima volta proprio quella notte. «Ne parlavo con mia madre qualche giorno fa, le ho chiesto perché non riuscissi a sognarlo. Mi ha detto: “Dicono che debba passare un mese perché diventi angelo poi si sogna” – ha detto Alfonso Sacchi – Pensavo fossero dicerie del nostro paese, in Abruzzo, ma stamattina alle 10 mi sono svegliato piangendo». Nel sogno, ha raccontato, il figlio gli avrebbe detto «Voglio stare qua, non so se andrò in cielo» e avrebbe chiesto al padre di fargli una cortesia, «dì a mamma che non pianga più». Il padre commosso ha raccontato anche che le ceneri del figlio sono nella stanza in cui abitava: «È giusto che sia così. Lui è stato sempre con noi, lo abbiamo messo dentro un vaso di porcellana. Lo abbracciamo e ce lo baciamo. E un po’ sembra come se sia tornato a casa». Alfonso Sacchi ha anche espresso qualche parola in merito alla fidanzata del figlio, che risulta irreperibile da qualche giorno. «Anastasiya è stata con noi, solo la prima sera è andata a dormire a casa, poi la mattina è venuta da noi, è uscita alle 8, è tornata ancora una volta dopo un’oretta, e non l’ho più vista» ha confessato a Bruno Vespa. Poi si è rivolto alla ragazza, lanciandole una richiesta: «Luca non può più dirci cosa sia successo, aveva già dato la vita per difenderla nel terremoto di Amatrice, portandola in salvo. Lo ha rifatto. Adesso, se sa qualcosa, e nutro ancora un filo speranza, è il momento di parlare. Così non è possibile».

(Credits immagine di copertina: LUCA SACCHI FACEBOOK)