Scontro M5S-Salvini dopo il caso di Mirandola: «I rimpatri dove sono? Il decreto sicurezza è vuoto»

di Enzo Boldi | 21/05/2019

Mirandola, Matteo Salvini criticato per i mancati rimpatri
  • Il Movimento 5 Stelle attacca Matteo Salvini dopo l'arresto di un nordafricano per l'incendio di Mirandola

  • I pentastellati chiedono dove siano i rimpatri promessi e neanche inseriti nel decreto sicurezza bis

  • Il rogo doloso nella sede della polizia locale ha provocato la morte di due donne

Il caso di Mirandola, dove questa notte un nordafricano è entrato negli uffici della polizia locale dando fuoco allo stabile e provocando la morte di due donne, è diventato il casus belli per una nuova lite all’interno della maggioranza. Il tema, infatti, è quello dei mancati rimpatri effettuati dal Viminale nel corso di questo anno di governo, dopo che Matteo Salvini aveva promesso – in campagna elettorale – il biglietto di sola andata per tutti gli irregolari presenti sul territorio italiano. I tempi si sono subito dilatati, come prevedibile, ma ora il Movimento 5 Stelle critica la Lega anche per quando scritto – o non scritto – nel decreto sicurezza bis.

«Questa mattina un pazzo ha dato fuoco agli uffici della Polizia Locale a Mirandola uccidendo due persone – si legge nel Blog delle Stelle -. Dal Viminale abbiamo sentito dire sempre la stessa cosa: porti chiusi. Bene, peccato che la persona in questione, di origini nordafricane, era già in Italia, proprio come il folle che a San Donato milanese assalì un bus pieno di bambini». Fatti di cronaca riproposti per proseguire questa lotta intestina all’interno del governo.

Il caso Mirandola spacca il governo sui rimpatri

«E non solo era già in Italia, ma aveva anche una notifica di espulsione non attuata. In sostanza non doveva nemmeno starci nel nostro Paese e il Viminale che fa? Invece di spiegare perché non lo ha espulso fa campagna elettorale? È assurdo – si legge ancora dall’organo di comunicazione ufficiale del Movimento 5 Stelle -. Quest’uomo era peraltro già stato fermato alla stazione Termini di Roma il 14 maggio. Chi si occupa della sicurezza interna? Il ministro degli Interni! Chi deve rispondere se un delinquente è libero di circolare in Italia compiendo delle stragi? Il ministro degli Interni, nessun altro!».

Salvini spieghi perché l’uomo non era stato espulso

Poi la richiesta di spiegazioni al ministro dell’Interno: «Ora, con molta pacatezza dal ministro degli Interni vorremmo sapere: perché questa persona non è stata espulsa nonostante la notifica e perché girava liberamente in Italia? Il punto è questo: sono le competenze e la responsabilità. Non può essere colpa sempre degli altri. Quindi visto che il Viminale si diverte tanto a fare campagna su questo caso, ci spieghi ora perché non avevano espulso quel criminale!»

 

(foto di copertina: ANSA/ CLAUDIO LONGO)

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