Beppe Grillo trolla il «mandato zero» sulle note di Julio Iglesias

23/07/2019 di Enzo Boldi

Ha scatenato molto ironia la notizia diffusa nella giornata di lunedì da Luigi Di Maio: per i tempi, per i modi e per la poca chiarezza nell’esposizione. Si tratta di quello che è stato rinominato dagli stessi pentastellati il mandato zero. In pratica è una nuova norma, nel regolamento interno al Movimento 5 Stelle – che consente di considerare nulla il primo mandato (per il momento solo per i consiglieri regionali o comunali) al verificarsi di determinate condizioni. Il tutto sarà votato sulla piattaforma Rousseau, con gli iscritti che decideranno se far saltare, dunque, il famoso vincolo dei due mandati.

Un passo verso il cambiamento del Movimento in un vero e proprio partito a tutti gli effetti, anche se per il momento la modifica regolamentare riguarda solo ruoli non nazionali e non da sindaco o governatori di Regioni. Ma sui social si è scatenata una vera e propria bagarre all’insegna dell’ironia sul mandato zero. E su questo palcoscenico è comparso anche Beppe Grillo che ha voluto dire la sua parafrasando un verso di una canzone molto famosa del cantante spagnolo Julio Iglesias.

Beppe Grillo trolla il mandato zero di Luigi Di Maio

La sintesi è tutta nel lancio del brano condiviso sulla sua pagina Facebook dal comico genovese che, tra le altre cose, è anche il garante del Movimento 5 Stelle: «La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio, e tu senza dirmi niente hai trovato il coraggio» diventa «il mandato ora è in corso è il primo di un lungo viaggio, ma di andarmene a casa non ho proprio il coraggio». Il riferimento è al superamento del vincolo dei due mandati che ha da sempre contraddistinto i pentastellati, ma che ora – con il mandato zero – segna il cambiamento del Movimento.

«Ma di andarmene a casa non ho proprio il coraggio» 

E Beppe Grillo, con quel verso parafrasato, mostra tutte l’insofferenza – travestita da ironia – nel vedere la sua creatura (nata nel 2009 insieme a Gianroberto Casaleggio) che si sta piano piano avvicinando ai cliché partitici. Il verso «ma di andarmene a casa non ho proprio il coraggio» è l’attacco, sotto forma di satira, alle poltrone che difficilmente si lasciano dopo essercisi seduti.

(foto di copertina: ANSA/ANGELO CARCONI)

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