La linea del caos sull’asse Italia-Malta: in mezzo 54 disperati

di Gianmichele Laino | 05/07/2019

Malta

«Il nostro capo missione – fanno sapere da Alex, l’imbarcazione della ong Mediterranea – ha appena parlato con il Centro di coordinamento dei soccorsi di Roma il cui responsabile ha affermato che non c’è alcuna intenzione di organizzare il trasferimento con mezzi militari maltesi o italiani». Doccia fredda sulla nave della Mediterranea che nella giornata di ieri ha salvato 54 persone nella zona SAR libica, evitando l’intervento della sedicente guarda costiera del Paese che non avrebbe fatto altro che riportare i migranti nei centri di detenzione.

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Malta non ha mai inviato un mezzo di soccorso per la Mediterranea

Questa mattina, sembrava esserci un accordo con La Valletta, la capitale di Malta: il Paese avrebbe inviato un proprio mezzo di soccorso per portare in salvo le 54 persone che, al momento, si trovano sotto al sole, su una barca a vela, in alto mare, fuori dalle acque territoriali di Lampedusa. Malta avrebbe chiesto al governo italiano – nello spirito di cooperazione e collaborazione tra Paesi europei – uno scambio: prendersi carico di 55 migranti ospitati a Malta, in cambio del soccorso dei nuovi esseri umani in difficoltà appena salvati dalla ong Mediterranea.

Cosa hanno detto alla Mediterranea sull’asse Roma – Malta

Tuttavia, il capo della missione della Alex – il deputato eletto nelle fila di LEU Erasmo Palazzotto – ha affermato che non c’è stato alcun accordo tra Malta e l’Italia per soccorrere le persone che si trovano in mare. Il governo di Roma, infatti, ha stoppato sul nascere qualsiasi iniziativa in proposito.

A riferirlo è Alessandra Sciurba, portavoce della ong Mediterranea. Al momento, l’unica cosa certa è che in mezzo al mare ci sono 65 persone (54 migranti, più i membri dell’equipaggio della barca a vela) sottoposte alla tortura del caldo, del sole cocente e delle risorse limitate sul ponte. Si annuncia una nuova odissea: non c’è mai stato alcun accordo formale tra Italia e Malta.

[FOTO dall’account Twitter di Rescue Med]