Luigi Di Maio «A noi non manca il coraggio, siamo stati votati per cambiare l’Italia»

di Gaia Mellone | 22/08/2019

  • Si sono concluse le consultazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

  • Luigi Di Maio non ha mai nominato né il Partito Democratico, né la Lega

  • I 10 punti per trovare una intesa di maggioranza

L’ultima consultazione in assoluto è stata quella con il Movimento 5 stelle. Ricevuti da Sergio Mattarella Luigi Di Maio insieme ai suoi capigruppo: Francesco D’Uva per la Camera, Stefano Patuanelli per il Senato. L’incontro iniziato finché Matteo Salvini teneva il suo discorso-comizio nel punto stampa del Quirinale, è stato  molto più corto di quello leghista. All’uscita Luigi Di Maio ha esposto i 10 punti che intende portare avanti con un possibile nuovo governo. «Siamo stati tentati di andare al voto» ammette l’ex vicepremier pentastellato «ma siamo stati votati per cambiare l’Italia»

Luigi Di Maio «A noi non manca il coraggio, siamo stati votati per cambiare l’Italia»

È il momento decisivo della crisi di governo. Come prima cosa Luigi Di Maio ha ringraziato Mattarella «punto di riferimento in questa complicata fase del nostro Paese». Di Maio ha evidenziato come la crisi di governo aperta con queste tempistiche abbia bloccato l’approvazione di riforme che potevano aiutare «i lavoratori». Whirpool, l’ex Ilva, i riders, i pensionati. Li ha nominati tutti,  evidenziando il rischio di non poterli aiutare salvo la creazione di un nuovo governo.

Luigi di Maio ha chiarito che «il voto è una ipotesi che non ci intimorisce affatto» ammettendo però che «stare al governo ha fatto perdere consensi e l’unico modo per tutelare sarebbe quella di andare al voto». Il leader 5 stelle ammette che l’intero Movimento è stato tentato dal disimpegnarsi «da qualsiasi altra ipotesi di governo per non sacrificare nostro consenso, ma è anche vero che siamo stati votati per cambiare l’Italia e non il movimento 5 stelle».

«Si rischia di riportare il Paese ad una situazione non diversa da quella della crisi del 2008, e non è giusto che a pagarla siano gli italiani» ha aggiunto Di Maio, evidenziando come il Movimento 5 Stelle abbia la maggioranza relativa in Parlamento perché gli «italiani ci hanno dato compito di cambiare l’Italia» e non di dare sponda o assecondare «capricci estivi». L’intervento di Luigi Di Maio sono parole che non chiariscono la situazione di crisi di governo: a differenza di Zingaretti e Salvini, Di Maio ha scelto di non parlare delle notizie emerse in questi giorni, men che meno di un ipotetico partito con cui allearsi. Non ha né chiuso né aperto né con il Pd né con la Lega, salvo specificare che «sono state avviate interlocuzioni per arrivare ad una maggioranza solida sui 10 punti» che ha espresso.

I 10 impegni che Luigi Di Maio ha snocciolato alla stampa e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella:

1- Taglio del numero dei Parlamentari

2- Manovra equa che preveda stop all’aumento dell’Iva, istituzione di un salario minimo orario, sostegno alle famiglie, alle nascita, alle disabilità e alla emergenza abitativa

3- Un cambio di paradigma sull’ambiente con una approvazione di un «Green News Deal»

4- Approvazione di una legge sul conflitto di interesse e riforma della rai ispirata al modello della BBC inglese

5- Dimezzare i tempi della giustizia italiana

6- Completare il processo delle autonomie differenziate e riforma degli enti locali

7- Legalità: Carcere per i grandi evasori, lotta alle mafie, contrasto all’immigrazione clandestina, al traffico di esseri umani e riforma del trattato di Dublino

8- Piano straordinario di investimenti per il Sud anche tramite la creazione di una apposita banca di investimenti

9- Riforma del sistema bancario che separi banche di investimenti da quelle commerciali

10- tutela dei beni comuni come scuola, acqua e sistema sanitario, con riconoscimento del diritto di cittadinanza digitale.

 

 

(Credits immagine di copertina: ANSA/ETTORE FERRARI)