Luigi De Magistris si candida come prossimo premier

di Gaia Mellone | 14/08/2019

  • Il sindaco di Napoli dichiara che «appena il Presidente della Repubblica scioglierà le Camere», lui sarà prontissimo a scendere in campo per guidare il Paese

  • Una cosa è già chiara: «Mai insieme a Vincenzo De Luca»

  • il desiderio di Luigi De Magistris: mettersi a capo di una coalizione civica nazionale

Le Camere ancora non sono state sciolte, ma il toto-nomi per il prossimo presidente del Consiglio è già cominciato. Se parte del Movimento 5 stelle vorrebbe proporre un Conte-bis, soprattutto dopo l’accoglienza euforica del premier a Foggia, c’è anche Luigi De Magistris che si fa avanti: «Nel momento in cui dovesse arrivare, tra un giorno, un mese o un anno lo scioglimento delle Camere da parte del presidente della Repubblica, un minuto dopo, sarò candidato alla guida del Paese».

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Luigi De Magistris si candida come prossimo premier

Ormai la sua missione nel diventare l’antagonista di Matteo Salvini è chiara: il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ora lancia la sua candidatura a Presidente del Consiglio. Certo, tempi permettendo. Il sindaco spiega in una intervista a Repubblica che la sua candidatura sarà immediata non appena si aprirà l’opportunità. La sua non sarà una «leadership solipsistica» ma il percorso di una persona «che si mette a disposizione del Paese». Troppo presto quindi per parlare di alleanze, coalizioni o accordi. Ma su una cosa De Magistris è già sicuro: mai con Vincenzo De Luca. «È impensabile perché noi siamo coerenti e credibili» dice a Repubblica, «De Luca è un avversario politico da contrastare con le armi della politica». Luigi De Magistris dichiara quindi la sua intenzione a guidare una «coalizione civica nazionale» che costruisca una «rete di convergenze collettive e individuali necessarie per battere sopratutto il salvinismo imperante», che rischierebbe di trascinare il paese «nel baratro dell’autoritarismo, dell’oscurantismo e alla disgregazione dell’architrave costituzionale». Non solo, la sua lista sarebbe anche una ventata di aria fresca contro il «revisionismo di minestre riscaldate»: un chiaro riferimento  ai ritorni degli ultimi mesi di Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.

(Credits immagine di copertina: ANSA/CESARE ABBATE)