L’italiano si impara tirando calci di rigori: l’esperimento didattico di Liberi Nantes

di Francesco Collina | 10/12/2019

  • Nella periferia di Roma l'associazione Liberi Nantes utilizza il calcio come strumento didattico

  • Attraverso il gioco del pallone bambini, adolescenti e anche le mamme imparano a parlare italiano

  • Un esperimento che è d'aiuto soprattuto alle madri dei minori migranti che spesso non hanno la possibilità di imparare l'italiano

Nel quartiere di Pietralata a Roma, all’interno dell’Istituto G. Perlasca, l’associazione sportiva Liberi Nantes organizza corsi di italianocalcio per stranieri. Attraverso l’esperienza del gioco e dello sport, bambini, adolescenti e anche le mamme, riescono a muovere i primi passi per imparare una lingua, l’italiano, che conoscono a malapena.

Un’esperienza, quella dello sport come strumento didattico, particolarmente utile per le madri che, solitamente, rimangono chiuse all’interno del nucleo familiare e hanno più difficoltà a imparare la nuova lingua trovando poi particolarmente difficile comunicare con i figli che iniziano a parlare fluentemente in italiano.

Così, a dispetto del calcio mainstream trasmesso in televisione spesso foriero di messaggi xenofobi e discriminatori, il ‘pallone’ di periferia si fa portavoce di contenuti che non vogliono essere divisivi, ma, al contrario, portatori di nuove realtà solidali. Una società aperta si costruisce anche attraverso il calcio, uno strumento di integrazione estremamente efficace, specie nelle periferie che sovente vengono abbandonate dalle amministrazioni locali.

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